Un’edizione speciale, dunque, per l’Autodromo Nazionale Monza, che si prepara a vivere uno dei Gran Premi più attesi degli ultimi anni
Cresce l’attesa per un Formula 1 Pirelli Gran Premio d’Italia 2026 che si annuncia da record e che, dal 3 al 6 settembre, porterà a Monza un pubblico e un’attenzione senza precedenti. L’appuntamento sul circuito brianzolo arriva nel momento più caldo della stagione, con Kimi Antonelli al comando del Mondiale e una Ferrari competitiva pronta a giocarsi le proprie carte davanti al pubblico di casa. Un’edizione speciale, dunque, per l’Autodromo Nazionale Monza, che si prepara a vivere uno dei Gran Premi più attesi degli ultimi anni.
Il Gran Premio d’Italia 2026 è stato presentato questa mattina nella sede di Automobile Club Milano, l’istituzione che nel 1922 volle e fece costruire l’Autodromo Nazionale Monza. Alla conferenza stampa sono intervenuti il Presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, il sindaco di Monza, Paolo Pilotto, l’assessora allo Sport, Turismo e Politiche Giovanili del Comune di Milano, Martina Riva e il Presidente esecutivo di Pirelli, Marco Tronchetti Provera.
In collegamento il Vice-Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Matteo Salvini. Stefano Domenicali, Presidente e Amministratore Delegato di Formula 1, è intervenuto attraverso un video messaggio. A fare gli onori di casa sono stati il Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Geronimo La Russa, il presidente di Automobile Club Milano, Pietro Meda, e il presidente di Autodromo Nazionale Monza, Giuseppe Redaelli.
Nel corso della cerimonia è stata consegnato al figlio Luigi un quadro celebrativo di Lodovico Scarfiotti, il pilota marchigiano che 60 anni fa fu l’ultimo italiano a vincere il GP di casa al volante di una Ferrari. Presso la sede dell’Automobile Club di Milano sono state esposte per l’occasione anche la Ferrari F399 – la monoposto che ha corso il Mondiale del 1999 – e una Formula 1 in scala 1:1 realizzata interamente in cartapesta da ragazzi autistici dell’Associazione Facciavista ETS.