F1 con l’asfalto che si sfalda: i precedenti che avrebbero salvato Charles Leclerc

Articolo di Marco Enzo Venturini

Non solo problemi di freni, ma anche una pista in pessime condizioni: Charles Leclerc a Monaco si è ritirato, in passato è andata diversamente.

Charles Leclerc ha dovuto dire addio al Gran Premio di Monaco 2026 mentre era in terza posizione per un amarissimo ritiro, avvenuto per un “lungo” alla curva Anthony Noghés dovuto a un’anomalia dell’impianto frenante della sua Ferrari (secondo le dichiarazioni da lui stesso fornite a fine gara), ma anche alle cattive condizioni del tracciato in quel punto della pista. Di fatto in precedenza anche Lance Stroll aveva mandato a muro la sua Aston Martin nella stessa curva, dove l’asfalto si era sfaldato. E proprio questo problema (provocato dall’applicazione di resina sul tracciato prima della partenza) ha indotto la direzione gara ad esporre la bandiera rossa. Un dettaglio che, almanacchi alla mano, avrebbe potuto salvare il pilota della Rossa.

Esistono infatti diversi precedenti di gare di Formula 1 sospese, interrotte o rimandate quando le condizioni dell’asfalto si sono rivelate cattive se non addirittura pericolose per l’incolumità dei piloti. Caso più celebre è quello del Gran Premio del Belgio 1985, previsto per il 2 giugno e poi disputato il 15 settembre dopo che l’asfalto fresco iniziò a staccarsi già dalle prove del venerdì. Furono Niki Lauda e i piloti Ferrari a chiedere e ottenere lo slittamento della gara per ragioni di sicurezza.

Enormi problemi sulla tenuta dell’asfalto si verificarono anche al Gran Premio degli Stati Uniti 1984, disputato per quella sola stagione a Dallas. In quel caso, complice anche il caldo torrido che si abbatté sul Texas, si decise di ridurre la gara da 78 a 68 giri. Una soluzione che, se adottata a Monaco nel 2026 dopo l’incidente di Stroll, avrebbe “salvato” Leclerc (la bandiera rossa di Monte Carlo è stata esposta, ironia della sorte, al giro 68 su 78 totali). Ma ci sono anche precedenti contrari al monegasco della Ferrari: nel 1982 si corse ugualmente a Detroit nonostante le vibranti proteste dei piloti, come nel caotico Gran Premio del Canada 2008 a Montreal. Caso più recente è quello di Miami 2022, che non ebbe conseguenze dopo gli incidenti occorsi a Esteban Ocon e un’altra Ferrari: quella di Carlos Sainz.

La dinamica dell’incidente di Leclerc è stata ricostruita con precisione nel post-gara. Il monegasco, che al momento occupava la terza posizione alle spalle di Kimi Antonelli e Lewis Hamilton, aveva segnalato via radio un problema ai freni prima di entrare leggermente largo alla curva Anthony Noghés durante la ripartenza successiva alla Safety Car. Finito sulla parte sporca dell’asfalto già deteriorato, non è riuscito a correggere la traiettoria e ha impattato contro le barriere. L’impatto ha danneggiato le protezioni, rendendo necessaria l’esposizione della bandiera rossa per ripristinare le condizioni di sicurezza del tracciato. La gara è poi ripresa per gli ultimi nove giri previsti dal programma originario, con due tornate dietro la Safety Car e una nuova partenza da fermo.

Ai microfoni di Sky Sport, Leclerc ha illustrato con precisione la natura del problema accusato, senza risparmiare critiche all’impianto frenante della sua SF-26: “Non sono il tipo che cerca scuse o si nasconde dietro agli alibi. Anche rivedendo i dati è evidente che non avrei potuto fare nulla. Quando frenavo, il comportamento della vettura era anomalo: al posteriore sembrava non esserci frenata, mentre all’anteriore la risposta era eccessiva. Le temperature non erano corrette e i freni non funzionavano come avrebbero dovuto. Una situazione pericolosa”. Il ferrarista ha tuttavia sottolineato come il team abbia già individuato una strada da percorrere: dalla prossima gara adotterà la stessa configurazione frenante scelta da Lewis Hamilton nelle ultime tre uscite. Non è peraltro la prima volta che Leclerc si trova a fare i conti con anomalie all’impianto frenante sulla sua Ferrari: già nel Gran Premio del Bahrain del 2024 aveva denunciato un problema simile, lamentando una colossale differenza di temperatura tra i due dischi anteriori, misurabile in ben 100 gradi centigradi.

Le dichiarazioni di Leclerc hanno però generato una reazione immediata e piccata da parte di Brembo, fornitore degli impianti frenanti della Ferrari. In un comunicato ufficiale, l’azienda bergamasca ha espresso “grande stupore per quanto accaduto” e si è detta “molto sorpresa dalle dichiarazioni rilasciate dal pilota nel dopo-gara”, precisando di non conoscere “attualmente le cause dei problemi riscontrati” e di ritenere “prematuro formulare valutazioni tecniche definitive prima dell’analisi dei dati disponibili”. Brembo ha poi ricordato con tono solenne la propria storia in Formula 1: “Brembo è oggi un punto di riferimento per la Formula 1 ed è presente sulla totalità delle monoposto con proprie tecnologie frenanti. Nel corso degli anni, i team del Campionato Mondiale hanno continuato a scegliere le soluzioni Brembo, riconoscendone affidabilità, innovazione e prestazioni ai massimi livelli”. Una presa di posizione che lascia aperta la questione tecnica, destinata a essere chiarita solo dopo l’analisi congiunta dei dati di telemetria.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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