Emerson Fittipaldi è perentorio su Kimi Antonelli

Articolo di Martino Davidi

Il due volte campione del mondo ha parlato del duello tra il pilota bolognese e George Russell

Il due volte campione del mondo Emerson Fittipaldi in una intervista a F1.com ha parlato di Andrea Kimi Antonelli, leader del mondiale di Formula 1 a metà campionato con 50 punti di margine su Lewis Hamilton e 59 su George Russell. L’astro nascente della Mercedes ha lasciato le briciole al suo compagno di squadra, vincendo ben 6 Gran Premi a 19 anni.

“Kimi Antonelli sta facendo un lavoro fantastico e sta dimostrando tutto il suo potenziale. Lo conosco da quando correva nei kart, tanti, tanti anni fa. Conosco molto bene Marco, suo padre, e conosco bene tutta la famiglia. Marco ha persino allenato mio figlio Emmo in Formula 4. È una grande famiglia italiana di Bologna: brave persone, gente che ama le corse”, sono le parole che ha rilasciato Fittipaldi a F1.com.

“Kimi ha solo 19 anni e può vincere il campionato. Sta mettendo una pressione enorme su George Russell, anche se non credo sia finita. Se George saprà gestire la pressione in modo positivo, come ha dimostrato più volte di saper fare, penso che sarà molto interessante per i tifosi. Sarà una vera e propria battaglia per il resto del campionato”.

Non è solo Fittipaldi a tessere le lodi del bolognese. Anche Max Verstappen, intervistato da Sky Sports, ha speso parole di grande stima per il giovane pilota della Mercedes: “Penso che, se guardiamo in testa, Kimi abbia fatto davvero un ottimo lavoro. Davvero forte, davvero solido, il più forte della squadra. È bello vederlo. Prima di tutto è una brava persona e un pilota molto forte, quindi è un’ottima combinazione. Ha avuto anche sfortuna in alcuni Gran Premi, ma non si è abbattuto ed è stato finora solidissimo”.

Tra le sei vittorie spiccano autentiche perle, come il Grand Chelem di Monaco – pole position, giro veloce e vittoria dall’inizio alla fine – e il trionfo di Spa-Francorchamps, che lo ha reso il primo italiano a vincere sul circuito belga dopo Alberto Ascari nel 1953. Numeri che, tuttavia, non sembrano avergli fatto perdere la lucidità: “Credo di avere ancora molta strada da fare prima di raggiungere il livello di Max e Norris. Quindi, penso di star facendo un ottimo lavoro e ho fatto una buona prima parte di stagione, ma c’è ancora molta strada da fare per arrivare al loro livello”, ha dichiarato il pilota con una umiltà che sorprende per la sua età.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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