In Turchia per il nigeriano sta andando alla grande, ma la sua avventura al Napoli non è finita nel migliore dei modi
Alla vigilia della sfida tra Juventus e Galatasaray, a infiammare l’attesa ci ha pensato proprio Victor Osimhen con parole che sanno di sliding doors di mercato: “Sì, così come oggi potrei essere in altri due top club di Serie A. Prima che iniziasse la trattativa con il Galatasaray, Giuntoli mi chiamò per portarmi alla Juve. Ho parlato con un paio di persone del club, mi hanno mostrato interesse ma sapevo che lui (Aurelio De Laurentiis, ndr) non mi avrebbe lasciato partire. In ogni caso, l’interesse c’era, eccome. E quando ti chiama la Juve a prescindere da tutto devi sederti e ascoltare”.
In Turchia per il nigeriano sta andando alla grande, ma la sua avventura al Napoli non è finita nel migliore dei modi: “A me dispiace per i tifosi, anche perché io non ho mai parlato di quanto è accaduto. Alcuni di loro si sono presentati davanti a casa mia chiedendomi spiegazioni. Ci siamo confrontati, a loro chiedevo di mettersi nei miei panni. Dopo che il Napoli ha pubblicato quel video su TikTok, qualcosa si è rotto definitivamente”, ha aggiunto alla Gazzetta dello Sport.
Non si placano affatto intanto le polemiche dopo il discusso episodio Bastoni-Kalulu nel derby d’Italia tra Inter e Juventus. Alla vigilia della gara d’andata dei playoff di Champions League col Galatasaray, in programma martedì sera alle 18.45 al Rams Park di Istanbul, Luciano Spalletti è tornato sull’argomento, ai microfoni di Sky Sport: “C’è dispiacere, perché poi io non posso allenare quello che alcune situazioni ti creano, ma posso far sì che i miei calciatori diventino forti affinché gli altri non usino la possibilità di creare loro queste difficoltà”.
“Quello che mi dispiace è che un bravo ragazzo come Pierre Kalulu, dopo aver subito due torti così colossali, debba prendere anche del bischero da Chivu perché gli dice come avrebbe dovuto comportarsi – ha tuonato il tecnico bianconero -. Questo è difficilmente accettabile, allora anche io potrei parlare del comportamento dei calciatori dell’Inter, cosa che non devo fare. Cristian lo conosco bene, si sarà accorto di aver sbagliato”.
“Il rosso a Kalulu? Per me è un tocco leggero, però è un tocco: bisogna dirlo e ammetterlo – aveva detto l’allenatore rumeno ai microfoni di Dazn -. Il tocco è tocco, anche se è leggero e bisogna ammetterlo che è leggero perché è leggero. Il mio giocatore sente la mano perché l’ha anticipato: la decisione è un secondo giallo, un giocatore d’esperienza come Kalulu le mani in alcune circostanze deve tenerle a casa”.