La notizia circolava già da qualche giorno, ma ora è arrivata la conferma ufficiale
La notizia circolava già da qualche giorno, ma ora è arrivata la conferma ufficiale: Igor Tudor è il nuovo allenatore del Tottenham Hotspur. Il tecnico croato, 47 anni, dopo la fine della sua avventura da tecnico della Juventus, prende il posto di Thomas Frank, sollevato dall’incarico mercoledì 11 febbraio dopo otto mesi deludenti alla guida degli Spurs.
A Tudor spetterà il compito di invertire la rotta di una squadra in difficoltà: il Tottenham occupa attualmente il 16° posto in Premier League ed è distante solo cinque punti dalla zona retrocessione. L’allenatore croato ha firmato un contratto valido fino al 30 giugno 2026. Sui social, il club londinese ha salutato il nuovo tecnico con un semplice ma caloroso: “Welcome Igor”.
L’esordio di Tudor sarà subito ad alta tensione: il 22 febbraio è in programma il derby del Nord di Londra contro la capolista Arsenal, allo Tottenham Hotspur Stadium. “È un onore entrare a far parte di questo club in un momento così delicato – le prime parole di Tudor -. Sono pienamente consapevole della responsabilità che mi è stata affidata. Il mio obiettivo è dare continuità alle nostre prestazioni e affrontare ogni partita con determinazione. La squadra ha grande qualità: il mio compito sarà organizzare al meglio le risorse, trasmettere energia e migliorare rapidamente i risultati”.
Sabato sera intanto il rettangolo verde di San Siro, rimesso a nuovo dopo l’inaugurazione delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, sarà teatro dell’attesissimo derby d’Italia che metterà di fronte la capolista Inter a una Juventus bisognosa di punti per conquistare il posto in classifica necessario per potere partecipare alla Champions League 2026-27: la sfida nella sfida è quella tra Cristian Chivu e Luciano Spalletti, due che si conoscono molto bene, grazie alla comune esperienza alla Roma, e che si stimano.
Tra le due squadre ci sono 12 punti di distacco, nemmeno i tifosi bianconeri più ottimisti sperano ancora possa arrivare lo scudetto (anche perché ci sono di mezzo anche Milan, Napoli e Roma, che ha gli stessi punti della Vecchia Signora) ma nei loro occhi c’è ancora la rocambolesca gara di andata, chiusasi sul 4-3 per la squadra allenata allora da Igor Tudor e decisa da un missile scagliato da Vasilije Adzic verso la porta difesa da Yann Sommer, poi ampiamente criticato anche per non essere riuscito a opporsi alla conclusione del giovane centrocampista montenegrino.
Andrea Gussoni
Giornalista dal 2008 e grande appassionato di tutti gli sport da sempre, segue con particolare interesse basket e volley che ha anche praticato a livello dilettantistico fino ai tempi dell’università. Ama viaggiare, sia per lavoro che con la mia famiglia, e non sa resistere alle tentazioni in cucina.