Le valutazioni dell’allenatore hanno già individuato alcuni nomi destinati a partire
Alla Continassa nessuno può più sentirsi davvero al sicuro. Dopo una stagione vissuta tra aspettative altissime e obiettivi sfumati, il clima attorno alla Juventus è diventato pesantissimo: la pressione si avverte ovunque, dai dirigenti fino allo spogliatoio. E i prossimi giorni rischiano di trasformarsi in settimane decisive per il futuro del club.
Al centro della tempesta c’è Damien Comolli, arrivato la scorsa estate con la reputazione dell’uomo del “Moneyball”, il dirigente convinto che l’analisi dei dati possa guidare ogni scelta calcistica. Un approccio che il manager francese ha imposto in profondità, inserendo uomini di sua fiducia in diversi settori strategici della società. Ma oggi anche la sua posizione è sotto esame. Nonostante ciò, Comolli potrebbe progressivamente allontanarsi dalla gestione diretta del mercato. I rapporti con Luciano Spalletti, infatti, non sembrano mai decollati davvero, né sul piano operativo né su quello personale. Ed è proprio il futuro dell’allenatore a rappresentare uno dei dossier più delicati.
La proprietà continua a credere nel tecnico toscano. John Elkann ha voluto fortemente il rinnovo fino al 2028, arrivato ancora prima della certezza della qualificazione in Champions League. Un segnale di fiducia importante, nato dalla convinzione che Spalletti sia l’uomo giusto per riportare la Juventus ai vertici in tempi rapidi. Il mancato raggiungimento degli obiettivi pesa però sulle spalle dell’allenatore, che non a caso ha parlato della necessità di confrontarsi direttamente con Elkann. Spalletti vuole capire quali saranno le reali ambizioni del club e soprattutto quali garanzie avrà sul mercato e sulla costruzione della squadra.
Sul fronte societario, Giorgio Chiellini resta una figura centrale, ma il suo ruolo va ben oltre il campo: tra incarichi federali e rapporti con Fifa, Uefa ed Eca, l’ex capitano non può occuparsi in prima persona di tutte le questioni tecniche. Per questo resta importante la figura di Marco Ottolini, arrivato a gennaio, mentre appare molto più incerto il futuro di François Modesto. Spalletti, dal canto suo, vorrebbe accanto un dirigente più vicino alle dinamiche di campo, una figura capace di supportarlo sia nella gestione quotidiana sia nelle operazioni di mercato. Perché l’estate bianconera si annuncia complessa soprattutto sul fronte cessioni.
Le valutazioni dell’allenatore hanno già individuato alcuni nomi destinati a partire: Di Gregorio, Koopmeiners, David, Openda, Cabal e Gatti sono considerati in uscita. Ma il concetto che filtra dalla Continassa è ancora più netto: nessuno è realmente intoccabile, nemmeno chi ha appena rinnovato il contratto. In sede, intanto, continuano gli incontri con agenti e intermediari. I procuratori entrano ed escono dagli uffici con indicazioni precise: trovare soluzioni e possibili acquirenti per i rispettivi assistiti. Segno evidente che la Juventus si prepara a un’estate di profonda rivoluzione. E la sensazione è che l’alta tensione sia soltanto all’inizio.