Marotta e i suoi collaboratori sceglieranno a breve il candidato ufficiale che dovrà difendere la porta nerazzurra nei prossimi anni
L’Inter deciderà a breve il nome del giocatore che dovrà difendere la porta nerazzurra in futuro: Yann Sommer è in scadenza di contratto e il presidente Beppe Marotta insieme alla dirigenza vuole mettere a segno un grande colpo per risolvere la questione portiere per le prossime stagioni. Secondo quanto riporta Sky, al momento i candidati sul tavolo sono due, ed entrambi sono italiani: il primo è Guglielmo Vicario, attuale portiere del Tottenham, in Premier League dal 2023 e in scadenza con gli Spurs nel 2028.
L’estremo difensore ventinovenne, vice di Gianluigi Donnarumma nella nazionale italiana, è il profilo preferito per qualità ed esperienza. E’ l’obiettivo numero uno anche se per il momento c’è distanza sul prezzo: gli Spurs per il suo cartellino chiedono 30 milioni di euro, mentre l’Inter al momento si ferma intorno ai 20 milioni. Vicario, ultimamente punzecchiato dai tifosi del Tottenham sui social, è orientato a tornare in Italia e accetterebbe con piacere di trasferirsi nella ex squadra del suo idolo Handanovic.
L’Inter aveva già seguito Vicario nel 2023 e ha riallacciato i contatti con i suoi agenti. L’altro nome per la porta è Elia Caprile, estremo difensore del Cagliari. Profilo decisamente più giovane rispetto a Vicario, Caprile è cresciuto molto in Sardegna e si sta affermando come uno dei migliori portieri del campionato italiano. Come Vicario vale intorno ai 30-35 milioni di euro: il Cagliari lo ha riscattato in estate dal Napoli per 8,5 milioni. L’ex Bari ed Empoli è seguito anche dagli uomini mercato del Milan.
Joao Cancelo potrebbe tornare all’Inter a gennaio. L’esterno portoghese è nel mirino dei nerazzurri, anche se il tecnico Cristian Chivu in conferenza stampa non si è sbottonato: “Cancelo? Io parlo di Luis Henrique, di Diouf, di Dumfries, di Darmian: preferisco concentrarmi su di loro e sulla realtà dei fatti”.
“De Vrij e Frattesi via? Non temo niente, mi fido della loro professionalità, sono i primi responsabili di quello che accade. È vero che sono i due che hanno giocato meno, per cause fisiche come nel caso di Davide o tecniche come nel caso di Stefan, ma avranno entrambi molte possibilità di giocare”.