Dopo i due ko della Fiorentina nelle prime due uscite stagionali in Serie A, la ricerca del nuovo attaccante vira su un nome divenuto famigerato in estate.
Calciomercato Fiorentina: uno dei giocatori più controversi dei Mondiali 2026 per uscire fuori dal baratro. Questa una delle idee che starebbe valutando Fabio Paratici, all’indomani del mortificante 0-3 dei viola in casa contro il Frosinone proprio in concomitanza con il centenario del club. Oltre ai problemi del campo, però, ci sono anche da risolvere quelli sul mercato. A partire dall’erede del partente Moise Kean, che potrebbe non essere Joshua Zirkzee. E, qualora non lo fosse, tra i nomi che stanno emergendo spicca quello di Folarin Balogun.
Attaccante della Nazionale statunitense, Balogun ha mostrato ottime cose al Monaco diventando però suo malgrado celebre proprio ai Mondiali di calcio 2026, per la squalifica poi revocata dalla FIFA dopo le dure prese posizioni pubbliche di Donald Trump. Proprio l’intervento della Commissione disciplinare della federazione guidata da Gianni Infantino gli permise di entrare in campo (e fornire una prestazione impalpabile) contro il Belgio. Ora proprio lui entra nella rosa di Paratici, che sta cercando il prossimo centravanti della Fiorentina. Da questo punto di vista sarebbe già partito un sondaggio con la dirigenza monegasca, oltre che alcune conversazioni telefoniche con l’agente del giocatore.
Vale la pena ricordare nel dettaglio la vicenda che ha reso Balogun un personaggio così divisivo sulla scena internazionale. L’attaccante era stato espulso dall’arbitro brasiliano Raphael Claus, dopo consultazione del VAR, nel corso della partita degli ottavi di finale contro la Bosnia Erzegovina, per un duro intervento sul difensore del Sassuolo Tarik Muharemovic. La squalifica automatica che ne conseguiva gli avrebbe impedito di disputare il quarto di finale contro il Belgio, ma la Commissione disciplinare della FIFA decise di sospenderla con la condizionale applicando l’articolo 27 del proprio Codice Disciplinare, una mossa senza precedenti nella storia dei Mondiali. Secondo molti osservatori, la decisione maturò in seguito a una telefonata di Donald Trump allo stesso presidente FIFA Gianni Infantino, aprendo un vero e proprio vaso di Pandora: sia l’Inghilterra che la Francia tentarono di ottenere analoghi trattamenti per i propri giocatori squalificati, senza successo, alimentando ulteriori polemiche sul trattamento diseguale riservato alle diverse federazioni.
Sul fronte Zirkzee, la situazione rimane in divenire. La Fiorentina aveva impostato la trattativa con il Manchester United sulla base di un prestito oneroso da circa 5 milioni di euro con diritto di riscatto, mentre i Red Devils spingevano per una cessione a titolo definitivo o quanto meno per un obbligo di riscatto condizionato. L’operazione complessiva si aggirerebbe attorno ai 30 milioni di euro. Con la chiusura del mercato ormai imminente, i margini per trovare la quadra si assottigliano, e non è escluso che proprio l’eventuale fumata nera sull’olandese ex Bologna abbia spinto Paratici ad accelerare l’esplorazione di profili alternativi, tra cui appunto Balogun.
La sconfitta interna contro il Frosinone ha intanto reso ancora più urgente la necessità di intervenire. Di fronte a uno stadio Franchi sbigottito per il centenario trasformato in una serata da dimenticare, i viola sono crollati sotto i colpi di Raimondo, autore di una doppietta, e di Bracaglia, restando a zero punti dopo due giornate di Serie A. Il tecnico Fabio Grosso, che aveva già cambiato molto rispetto all’esordio a Roma, si è ritrovato con una squadra incapace di sfruttare le occasioni create nel primo tempo — tra cui un palo di Mastantuono e uno di Valdepenas — e poi travolta nel momento peggiore. Una situazione di classifica che rende il mercato non più una questione di ambizione, ma di necessità.