A tre giorni dalla chiusura del mercato, il mondo milanista continua a guardare la rosa e ad avere la sensazione che manchi qualcosa
A tre giorni dalla chiusura del mercato, il mondo milanista continua a guardare la rosa e ad avere la sensazione che manchi qualcosa. Un po’ di felicità, la pace nel mondo o, più semplicemente, un altro difensore centrale. Il reparto titolare del Milan, oggi, è composto da Gila, De Winter e Pavlovic. Alle loro spalle c’è Matteo Gabbia, l’unica alternativa con una certa esperienza e già rodata a questi livelli. Poi, però, iniziano gli interrogativi. Ci sono Sankhoun Diawara, arrivato dalla seconda divisione francese, il classe 2008 Vladimirov, reduce dalle esperienze con Milan Futuro, Filippo Terracciano e Davide Bartesaghi, che può essere adattato nel ruolo di centrale mancino.
Considerando che il Milan sarà impegnato su tre fronti, tra campionato, Europa League e Coppa Italia, la domanda è inevitabile: sarà sufficiente? La risposta della società, almeno per il momento, sembra essere sì. Il Milan continua a monitorare il mercato, ma le possibilità che non arrivi nessun altro centrale sono oggi superiori rispetto a quelle di un nuovo acquisto. Se negli ultimi giorni dovesse presentarsi una grande occasione, il club potrebbe naturalmente coglierla. La capacità di spesa non rappresenta un problema, come dimostrato dalle operazioni già concluse in questa sessione. Ma la società non sembra intenzionata a cercare un difensore a tutti i costi soltanto per aumentare numericamente le alternative.
A quel punto diventerebbe fondamentale gestire bene il reparto, evitando per quanto possibile infortuni prolungati e soprattutto garantendo minuti ai giovani. Diawara e Vladimirov potrebbero trovare spazio in Europa League e, in determinate occasioni, anche in campionato. Del resto, la filosofia di Amorim è chiara. L’allenatore ha scelto di non chiedere un secondo centravanti esperto proprio per evitare di chiudere la strada a Camarda. Lo stesso principio può essere applicato alla difesa: fiducia ai ragazzi e possibilità di crescere direttamente sul campo.
Su Diawara e Vladimirov, però, vale la pena soffermarsi. Il primo ha colpito immediatamente per la struttura fisica. È un difensore imponente, classe 2006, che ha giocato soltanto tra febbraio e maggio in Ligue 2 con il Troyes, contribuendo alla stagione che ha portato il club alla vittoria del campionato. L’esperienza è ancora limitata, ma Diawara ha caratteristiche interessanti: è aggressivo, forte nei duelli e possiede anche un sinistro che gli permette di impostare con una certa sicurezza. Vladimirov è ancora più giovane. Nato nell’agosto del 2008, ha due anni e mezzo in meno rispetto a Diawara e nell’ultima stagione ha giocato tra Primavera e Milan Futuro. Non ha ancora accumulato altre esperienze nel calcio professionistico, ma ha dalla sua parte una struttura fisica importante, con i suoi 190 centimetri, oltre a una buona lettura delle situazioni e una discreta capacità di difendere in campo aperto.