Il tecnico biellese, arrivato alla guida del Parma per sostituire Carlos Cuesta, non è ancora riuscito a invertire la rotta e la sfida di mercoledì 28 ottobre contro l'Udinese, in programma al Tardini, potrebbe diventare un appuntamento decisivo per il suo futuro.
La panchina di Alberto Gilardino comincia a traballare. Il tecnico biellese, arrivato alla guida del Parma per sostituire Carlos Cuesta, non è ancora riuscito a invertire la rotta e la sfida di mercoledì 28 ottobre contro l’Udinese, in programma al Tardini, potrebbe diventare un appuntamento decisivo per il suo futuro.
Il bilancio delle prime tre partite è particolarmente negativo: zero punti conquistati, un solo gol segnato e otto subiti. Gilardino ha debuttato con una sconfitta per 3-0 a San Siro contro l’Inter, prima di incassare un altro pesante 3-0 davanti al proprio pubblico contro il Torino. Nell’ultimo turno è arrivato il terzo ko consecutivo, questa volta per 2-1 sul campo della Lazio.
Numeri che non possono lasciare tranquilla la società emiliana, chiamata a valutare una situazione di classifica sempre più complicata. Il cambio in panchina, almeno per il momento, non ha prodotto i risultati sperati e la pressione sull’ex attaccante della Nazionale è inevitabilmente aumentata.
Contro l’Udinese servirà una risposta immediata. Un’altra sconfitta rischierebbe di rendere ancora più precaria la posizione di Gilardino, che si trova già a dover affrontare un passaggio delicatissimo della sua esperienza sulla panchina gialloblù. Difficile venga richiamato Cuesta, benché sia ancora a libro paga: nel caso di nuovo esonero su fa il nome di Roberto D’Aversa o, in alternativa di Paolo Zanetti.