Ancora sconfitto a San Siro, il Milan vede complicarsi la corsa alla Champions: la lettura di Massimiliano Allegri è quasi sconfortata.
Il Milan incespica ancora a San Siro, dove arriva un ko interno molto doloroso anche contro l’Atalanta. I rossoneri hanno raccolto un punto in Serie A nelle ultime tre partite, 4 nelle ultime sei. Un’involuzione che rischia di pesare moltissimo nella rincorsa alla Champions League, con la Roma ormai a pari punti e il Como distanziato solo di 2. Tutti aspetti che Massimiliano Allegri ha evidenziato nel dopopartita dello stadio Meazza, pur ammettendo di non aver messo in conto problemi così profondi in questa fase della stagione.
“Nessuno si sarebbe aspettato un momento di difficoltà del genere – ha confessato Allegri a ‘DAZN’ -. Ora dobbiamo affrontarlo con grande senso di responsabilità, anche perché domenica prossima affrontiamo una squadra che in casa ha sempre fatto molto bene. Oggi ci siamo disuniti dopo il primo gol, reagendo solo nel finale. Inutile però parlare di quello che è successo con l’Atalanta, non possiamo più cambiarlo. Piuttosto concentriamoci sul Genoa, perché sarà una partita determinante”.
Tra i più contestati del pubblico c’è Rafa Leao. “Il problema, adesso, non è lui e non sono altri. La priorità deve essere la squadra. Rafa sta vivendo un momento così, tra l’altro contro l’Atalanta ha anche avuto delle situazioni favorevoli. Ma era e resta un giocatore importante, che peraltro non potremo schierare contro il Genoa perché squalificato. Pensiamo una partita alla volta, dobbiamo vincerle tutte e due ma intanto cerchiamo di vincere la prima”, ha concluso Allegri.
La partita, del resto, aveva raccontato una storia impietosa fin dai primi minuti. L’Atalanta si era portata in vantaggio già al 7′ con Ederson, che aveva sfruttato un prolungato immobilismo della retroguardia rossonera, prima che Zappacosta raddoppiasse al 29′ su assist di Krstovic. Nella ripresa, al 52′, era arrivato il tris con Raspadori, bravo a deviare in rete un pallone servito dallo stesso Ederson. Il Milan ha accorciato soltanto nel finale con Pavlovic e con Nkunku su rigore, in una rimonta tardiva che non ha cambiato il verdetto del campo.
Il clima a San Siro era avvelenato già prima del fischio d’inizio. La Curva Sud aveva esposto un messaggio inequivocabile: i tifosi avevano formato con i loro corpi la scritta “GF OUT”, rivolta all’amministratore delegato Giorgio Furlani, mentre uno striscione recitava “Rifate tutto da zero, ridateci il Milan”. Una contestazione che si è poi estesa a tutta la squadra nel corso della serata, con i fischi più sonori riservati a Leao al momento della sua sostituzione: un copione già visto nelle sfide contro l’Udinese e la Juventus, in un rapporto con la tifoseria sempre più logorato, che aveva spinto il portoghese in un momento difficile persino a disattivare temporaneamente il suo profilo Instagram ufficiale.
Sul fronte della classifica, la Roma ha approfittato del passo falso rossonero per agganciare il Milan al quarto posto, espugnando il Tardini contro il Parma in maniera rocambolesca con un rigore trasformato da Malen oltre il decimo minuto di recupero. Il Como, nel frattempo, aveva già fatto il suo dovere nella gara delle 12.30, espugnando Verona per 1-0 con un gol di Douvikas e conquistando aritmeticamente la qualificazione europea per la prima volta nella propria storia: i lariani salgono così a 65 punti, a -2 dal Milan, rendendo la volata finale ancora più infuocata.
Con due giornate ancora da disputare, le nubi sul futuro della panchina si addensano inevitabilmente. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, la dirigenza rossonera avrebbe già individuato in Vincenzo Italiano il possibile successore di Allegri, con un progetto che prevedrebbe anche un cambio tattico radicale: addio al 3-5-2 e ritorno al 4-2-3-1. Il contratto di Allegri prevede un rinnovo automatico fino al 2028 in caso di qualificazione in Champions League, ma le sirene della Nazionale — rimasta senza guida dopo le dimissioni di Gattuso in seguito alla drammatica eliminazione playoff contro la Bosnia, che ha escluso l’Italia dai Mondiali 2026 per la terza volta consecutiva — rendono il quadro ancora più intricato.
La débâcle di San Siro sembra destinata ad accelerare anche le riflessioni sul mercato estivo. La dirigenza rossonera, pur avendo una clausola rescissoria da 170 milioni ormai fuori mercato, sarebbe disposta a trattare la cessione di Leao per una cifra intorno ai 50 milioni, ritenendo l’estate 2026 l’ultimo momento utile per monetizzare in maniera ragionevole con il contratto del portoghese in scadenza nel 2028. Su di lui si muove con insistenza il Manchester United, con i contatti tra i Red Devils e l’entourage del giocatore che si sarebbero intensificati nelle scorse settimane. Per colmare il vuoto che potrebbe aprirsi in attacco, il profilo che convince maggiormente la dirigenza è quello di Gabriel Jesus, 29 anni, reduce da una seconda parte di stagione positiva all’Arsenal: il cartellino è valutato intorno ai 20 milioni di euro, anche se il nodo dell’ingaggio — 16 milioni lordi — resta da sciogliere. A favorire la trattativa, un dettaglio non trascurabile: Jesus è assistito dall’agenzia di Giovanni Branchini, lo stesso agente che fu decisivo per il ritorno di Allegri sulla panchina del Milan.