Il finale di partita rocambolesco del Tardini, con tanto di rigore a favore della Roma a tempo scaduto, scatena la rabbia del Parma e di Cuesta.
Il Parma non ci sta. Carlos Cuesta va dritto al punto nel dopopartita del Tardini dopo la rocambolesca vittoria ottenuta dalla Roma con un rigore contestatissimo e fischiato a tempo ampiamente scaduto. Durissima l’analisi del tecnico degli emiliani, che ha parlato senza giri di parole di mancanza di rispetto nei confronti della sua squadra.
“A Parma proviamo ad essere sempre noi stessi. Vogliamo affrontare le persone con il massimo rispetto – ha dichiarato Cuesta a ‘DAZN’ -. Ci sono però momenti in cui bisogna capire che cosa succede. Tra il 2-1 e il 2-3 sono successe cose ovvie a prescindere dall’area. Però l’intera dinamica mi lascia perplesso. Hanno mancato di rispetto nei nostri confronti, poi noi cerchiamo di concentrarci sugli aspetti su cui abbiamo modo di incidere. Contro il Napoli sono stato il primo a dire che il rigore non c’era, ma oggi tante piccole cose non mi sono piaciute. Si sono verificate situazioni che hanno troppo condizionato le dinamiche della partita”.
A ricostruire la dinamica degli eventi è la cronaca di una partita che sembrava ormai in cassaforte per i gialloblù. Il Parma era passato in vantaggio all’87’ con Mandela Keita, bravo a concludere una rapida ripartenza nel giorno del suo ventiquattresimo compleanno. La Roma aveva però trovato il pareggio al 94′ grazie a Rensch, per poi ottenere il rigore del definitivo 3-2 oltre il decimo minuto di recupero: l’olandese era entrato in area ed era stato colpito da Britschgi, con l’arbitro Chiffi che dopo la revisione al VAR aveva assegnato il penalty e inflitto il secondo giallo al laterale svizzero, espulso. Sul dischetto Malen aveva trasformato senza esitazioni, regalando alla Roma tre punti pesantissimi nella corsa alla Champions League.
Per il Parma si tratta di una sconfitta che brucia doppiamente, considerando che la squadra di Cuesta aveva disputato una gara tutt’altro che negativa. I ducali erano stati capaci di rimontare lo svantaggio iniziale — la Roma era passata in vantaggio al 21′ con Malen — e di costruire diverse occasioni nel corso della ripresa. Il gol di Keita sembrava aver chiuso definitivamente i conti, prima del clamoroso ribaltone nel lunghissimo recupero.
Va detto che il risultato non incide sulla classifica del Parma dal punto di vista della salvezza: i ducali, già matematicamente salvi da settimane, chiudono questa 36esima giornata con la serenità di chi ha già raggiunto il proprio obiettivo stagionale. Una tranquillità conquistata a suon di rimonte e colpi di carattere, come dimostra la vittoria in extremis contro l’Hellas Verona a febbraio, decisa da un colpo di testa di Pellegrino al minuto 93. Per la Roma, invece, il successo vale l’aggancio al Milan al quarto posto, tenendo vive le speranze di qualificazione alla prossima Champions League.
Nonostante la delusione per il finale di gara, Cuesta può comunque guardare con orgoglio al percorso compiuto dalla sua squadra nel corso della stagione. Il tecnico spagnolo ha saputo costruire un gruppo solido e compatto, capace di reagire nei momenti difficili e di esprimere un calcio riconoscibile. Una filosofia che lo stesso allenatore aveva sintetizzato con chiarezza dopo la vittoria a Lecce a gennaio: “I ragazzi rappresentano la maglia del Parma con orgoglio e dedizione e lo dimostrano in campo”. Parole che restano valide anche dopo una serata amara come quella del Tardini, dove il Parma ha avuto il merito di lottare fino all’ultimo ma ha dovuto arrendersi a un epilogo che, secondo il suo allenatore, va ben al di là del semplice risultato sportivo.