Scritte, urla, fischi e cori all'indirizzo del Milan nella sconcertante prestazione di San Siro con l'Atalanta: oltre a Furlani, spicca in negativo Leao.
Milan sconcertante a San Siro, dove domenica ha dato vita a una prestazione da dimenticare contro l’Atalanta in una partita dal peso capitale per la conquista della Champions League. Anche nel prepartita analisti e dirigenti (incluso Igli Tare) avevano inquadrato la sfida contro i bergamaschi come uno dei crocevia della stagione, ma dopo aver subito due gol in meno di mezz’ora e il terzo prima dell’ora di gioco, il già furente stadio Meazza ha preso di mira squadra e società con urla, fischi e cori. Oltre a Giorgio Furlani, il nemico pubblico numero uno della Curva Sud si è rivelato essere l’ancora estremamente deludente Rafa Leao.
Il clima era chiaro già prima del fischio d’inizio, con un eloquente messaggio esposto sugli spalti: i tifosi rossoneri presenti in Curva Sud hanno infatti formato con i loro corpi la scritta “GF OUT”, rivolta ovviamente a Furlani. “Rifate tutto da zero, ridateci il Milan”, si leggeva invece su uno striscione. Irripetibili i cori che si sono scatenati dopo il gol di Zappacosta, raddoppio dell’Atalanta che ha seguito la marcatura di Ederson. Quindi, pochi istanti dopo il tris di Raspadori, i sostenitori meneghini hanno demolito di fischi Leao sostituito da Fofana. Il portoghese, protagonista di alcuni gravi errori sotto porta e apparso pure scontento per la decisione di Massimiliano Allegri, si era peraltro fatto ammonire al 34′ per un fallaccio su Scalvini: diffidato, salterà il Genoa.
Non si tratta, del resto, di una novità per Leao, che nel corso di questa primavera ha già incassato fischi sonori al momento della sostituzione nelle sfide contro l’Udinese e la Juventus. Un rapporto con la piazza sempre più logoro, che si era già manifestato quando il portoghese aveva scelto di disattivare temporaneamente il suo profilo Instagram ufficiale in risposta alle critiche, in un momento in cui non trovava la rete da oltre due mesi. La sensazione, ormai difficile da ignorare, è quella di un giocatore che ha perso il filo con l’ambiente e con sé stesso.
La sconfitta contro l’Atalanta rischia di avere conseguenze pesanti anche sul fronte tecnico. Secondo quanto riportato dal ‘Corriere dello Sport’, la dirigenza rossonera avrebbe già individuato in Vincenzo Italiano il possibile successore di Allegri in caso di cambio in panchina: il tecnico porterebbe con sé anche una rivoluzione tattica, con l’abbandono del 3-5-2 e il ritorno a un 4-2-3-1. A complicare ulteriormente il quadro, le sirene della Nazionale: il nome di Allegri è circolato con insistenza per la panchina azzurra, rimasta vacante dopo le dimissioni di Gattuso in seguito alla drammatica eliminazione playoff contro la Bosnia, che ha escluso l’Italia dai Mondiali 2026 per la terza volta consecutiva. Il contratto del tecnico livornese prevede un rinnovo automatico fino al 2028 in caso di qualificazione in Champions League, ma i risultati ampiamente tentennanti degli ultimi due mesi — appena due vittorie nelle ultime sette di campionato — hanno alimentato i dubbi sul suo futuro.
Sul mercato, intanto, la débâcle di San Siro sembra destinata ad accelerare le riflessioni già in corso sul futuro di Leao. La dirigenza rossonera, pur avendo una clausola rescissoria da 170 milioni ormai fuori mercato, sarebbe disposta a trattarne la cessione per una cifra intorno ai 50 milioni, considerando l’estate 2026 l’ultimo momento utile per monetizzare in maniera ragionevole con il contratto in scadenza nel 2028. Sullo sfondo si muove con insistenza il Manchester United, con i contatti tra i Red Devils e l’entourage del giocatore che si sarebbero intensificati nelle scorse settimane, mentre Manchester City e Liverpool osservano anch’essi con attenzione l’evoluzione della vicenda.
Per colmare il vuoto che potrebbe aprirsi in attacco, il profilo che convince maggiormente la dirigenza è quello di Gabriel Jesus, 29 anni, reduce da una seconda parte di stagione positiva all’Arsenal dopo il lungo stop per infortunio al ginocchio. Il brasiliano, relegato a un ruolo marginale dai Gunners con l’ascesa di Gyökeres, ha un contratto in scadenza nel 2027 e potrebbe rappresentare un’occasione di mercato: il cartellino è valutato intorno ai 20 milioni di euro, anche se il nodo dell’ingaggio — 16 milioni lordi — resta da sciogliere. A favorire la trattativa, un dettaglio non trascurabile: Jesus è assistito dall’agenzia di Giovanni Branchini, lo stesso agente che fu decisivo per il ritorno di Allegri sulla panchina del Milan. Una rivoluzione offensiva che riguarderebbe anche Fullkrug, che non verrà riscattato, e Santiago Gimenez, la cui permanenza dipenderà dalla valutazione post-infortunio. Un segnale di continuità, in un contesto di profondo cambiamento, potrebbe invece arrivare da Luka Modric, che starebbe valutando di restare in rossonero anche nella prossima stagione dopo il Mondiale con la Croazia.