Oltre ai problemi visti in campo e i gol che il Sassuolo ha segnato all'89' e al 94', l'ambiente Juventus ribolle per le dichiarazioni di Spalletti.
Il ko della Juventus contro il Sassuolo, maturato con due reti degli emiliani nel finale di partita, ha fatto estremamente male alle ambizioni della Vecchia Signora. E anche le dichiarazioni a caldo di Luciano Spalletti, chiamato a spiegare i motivi dietro il blackout della sua squadra, sono destinate a far discutere un ambiente che già ribolle. “Li ho stimolati io a cercare di andare a vincerla. Forse hanno eseguito troppo alla lettera quello che avevo chiesto”, ha commentato a ‘DAZN’ il tecnico di Certaldo.
“La sconfitta brucia enormemente, perchè alla fine dei conti meritavamo di ribaltare il risultato – ha aggiunto Spalletti -. Abbiamo perso la ragione nel tentativo di vincere questa partita, che quantomeno dovevamo concludere sul pareggio. Però anche la Juventus ha sfiorato il gol del 3-2. Ma abbiamo perso degli equilibri in campo, cosa che non dovrebbe succedere mai. Il Sassuolo ha segnato perché noi non siamo stati sufficientemente aggressivi nell’andare a prendere la palla, restando poi troppo alti invece di coprire. Abbiamo colpe e responsabilità, perché abbiamo lasciato degli spazi. Ma questo nasce dal desiderio di andare a ribaltare il risultato”.
Il gol del definitivo 3-2 porta la firma di Vasilije Adžić, e la sua storia con la Juventus aggiunge un sapore particolarmente amaro alla serata bianconera. Il centrocampista montenegrino classe 2006, ceduto in estate in prestito proprio al Sassuolo fino al 30 giugno 2027 con il cartellino ancora di proprietà della Juventus, si è preso una rivincita silenziosa: non ha esultato per rispetto verso il club che lo ha cresciuto, ma la sua zampata nel recupero ha fatto malissimo. L’accordo tra le due società prevede un diritto di opzione a favore del Sassuolo e una controopzione per la Juventus, con il contratto del giocatore valido fino al 2029: scenari futuri che ora assumono contorni ben diversi rispetto a qualche ora fa.
Il paradosso è che proprio Spalletti, in passato, aveva speso parole lusinghiere per il giovane balcanico, pur non riuscendo a garantirgli il minutaggio necessario: “Ho fatto giocare poco il ragazzo ma io vedo un grande piede, un grande motore e una scocca perché tiene botta. Vorrei trasmettergli un po’ più di tranquillità nei momenti della partita con il pallone tra i piedi”. Nella scorsa stagione Adžić aveva collezionato appena 123 minuti in campionato con la maglia bianconera, troppo pochi per un talento che già aveva dimostrato di saper incidere nei momenti decisivi: fu suo il gol del definitivo 4-3 nel derby d’Italia contro l’Inter, una sassata che aveva fatto capire a tutti di che pasta fosse fatto.
Non meno beffarda la vicenda di Edon Zhegrova, l’altro protagonista in negativo della serata juventina. Il kosovaro, escluso da Spalletti dalla lista UEFA per l’Europa League e a lungo nel mirino dell’Al-Ittihad, è entrato nella ripresa firmando una doppietta che aveva illuso i bianconeri di poter portare a casa almeno un punto. Un rendimento straordinario che stride con la sua posizione ai margini del progetto: arrivato dal Lille nell’estate del 2025, Zhegrova aveva disputato soltanto 19 partite di Serie A nella scorsa stagione senza segnare, frenato soprattutto dai problemi alla pubalgia che lo avevano costretto a due interventi chirurgici.
A complicare ulteriormente il quadro c’è la situazione di Teun Koopmeiners, rimasto in bianconero solo perché il Besiktas di Vincenzo Italiano non aveva trovato l’accordo con la Juventus nell’ultimo giorno di mercato. L’olandese, schierato titolare da Spalletti che alla vigilia ne aveva elogiato la ritrovata serenità, ha risposto con una delle prestazioni più opache della sua avventura juventina, sprecando al 33′ una delle occasioni più nitide del primo tempo con un tiro debole e centrale che Muric ha bloccato senza difficoltà. Il tutto sullo sfondo di un centrocampo già falcidiato dagli infortuni di Manuel Locatelli, out per sei mesi, e Khephren Thuram: un’emergenza che rende ancora più pesante ogni punto lasciato per strada.