Inter-Napoli, mano di Lobotka: Gianpaolo Calvarese prova a fare chiarezza ma gli interisti sono furiosi

Articolo di Aldo Seghedoni

L'ex arbitro si è espresso sull'episodio che ha coinvolto il centrocampista dei partenopei a inizio secondo tempo.

Durante i primi minuti del secondo tempo di Inter-Napoli c’è stato un episodio che ha fatto molto discutere: Nicolò Barella ha affrontato in area partenopea Stanislav Lobotka che pare abbia toccato il pallone con la mano dopo un rimpallo. I calciatori dell’Inter hanno immediatamente chiesto all’arbitro di intervenire ma il direttore di gara ha lasciato giocare e il VAR non è intervenuto.

L’episodio ha generato moltissime polemiche e l’ex fischietto Gianpaolo Calvarese ha provato a spiegare: “L’impatto del pallone con la mano in questa punizione è sempre punibile. Perché non è stato assegnato il calcio di rigore? Il pallone arriva da un rimpallo e rimbalza sul petto di Barella, intanto Lobotka porta la mano dal fianco verso l’alto fino ad assumere una posizione chiaramente punibile”.

“Il calcio di rigore però non è stato assegnato perché evidentemente in sala VAR non sono state trovate immagini sufficientemente chiare per dimostrare che c’è il tocco con la mano. In assenza chiara, il protocollo porta a lasciare la decisione presa sul terreno di gioco” ha detto Calvarese in un video postato su Facebook.

La spiegazione dell’ex fischietto non ha però convinto gli interisti che nella sezione dei commenti si sono scatenati contro l’arbitro Sozza e Di Paolo che era al VAR: “Impossibile non trovare immagini chiare, siamo nel 2026 e il campo è pieno zeppo di telecamere” ha fatto notare Umberto. Della stessa idea anche Simone: “La spiegazione può anche essere vera ma non mi capacito come non ci sia una visuale chiara. Quando vado allo stadio vedo telecamere ovunque!!”.

Questa la spiegazione che Luca Marelli ha dato dagli studi DAZN: “I dubbi sono tanti. Non si riesce a capire se il tocco ci sia, visto che il braccio è largo. Vedendo tutte le immagini di cui disponiamo non si capisce se la tocca con la mano oppure no”.

Non è stato però l’unico caso controverso della serata di San Siro. All’82’ minuto, sul gol del 2-2 firmato da Marcus Thuram, l’arbitro Sozza ha scelto di non interrompere il gioco nonostante Rrahmani fosse a terra davanti al portiere Meret: il direttore di gara ha ritenuto che il difensore azzurro fosse caduto a causa di un suo stesso colpo di testa e non per un contrasto con un avversario.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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