L'attaccante nemmeno ventenne lanciato da Amorim apre il 2-1 con cui il Milan si impone a Torino, importantissimo 2-1 interno anche per l'Atalanta.
Milan e Atalanta vincono la prima di campionato, e le sensazioni raccolte da Ruben Amorim e Maurizio Sarri dopo il debutto domenicale in Serie A sono inevitabilmente molto positive. A Torino i rossoneri si impongono per 2-1, con il tabellino delle marcature aperto dalla grande scommessa del tecnico lusitano: il nemmeno ventenne Alphadjo Cissé. Il raddoppio di Adrien Rabiot, poi, evita che la rete a tempo scaduto di Che Adams faccia troppo male. Stesso risultato a Bergamo, dove il Sassuolo cade per 2-1 per le reti di Raspadori e Krstovic, dopo il momentaneo pareggio di Odenthal.
Proprio Cissé si rende pericoloso già in apertura di partita, al termine di un’azione iniziata da Chukwueze e culminata con l’assist di Loftus-Cheek. Proprio l’ex Chelsea costruisce la successiva azione di un match che fatica a sbloccarsi, anche per l’attenzione del Torino il cui giovanissimo ed esordiente portiere Mascardi mura la porta a Chukwueze. Il primo tempo si chiude senza gol, il secondo si apre con un pallone che per poco Simeone non tramuta in un’occasione gigantesca. Dopo l’ora di gioco Amorim manda in campo Modric e Rabiot, e quasi subito (è il 64′) Cissé festeggia la sua prima da titolare con il suo primo gol in Serie A: imparabile il suo bolide su assist di Rabiot, che due minuti dopo raddoppia intervenendo sul servizio di Chukwueze con una perfetta zampata. Nel finale i granata sprecano l’impossibile fino alla spettacolare girata al 93′ di Adams. Ma è troppo tardi.
A Bergamo invece l’Atalanta deve dimenticarsi il mezzo flop del pareggio senza reti in Conference League contro l’Hapoel Tel Aviv, e lo fa subito. Il vantaggio nerazzurro arriva infatti già al 6′, quando Raspadori riceve da Gaetano, evita il recupero di Cinquegrano e scaraventa la palla sotto la traversa. Zalewski manca il possibile raddoppio e i nerazzurri si limitano a controllare le operazioni o poco più fino all’intervallo. La punizione arriva al 55′, quando Odenthal sfrutta il lancio di Doig e il buco di Kossounou per pareggiare. Dura appena 10 minuti: Sarri getta contemporaneamente nella mischia De Ketelaere, Samardzic e Krstovic, al 65′ proprio il montenegrino supera di forza Macchioni e firma il gol vittoria.
La storia di Cissé è quella di una scommessa costruita nel tempo. Nato a Treviso e cresciuto calcisticamente a Castelfranco Veneto con la maglia del Giorgione, il classe 2006 aveva già assaggiato la Serie A con il Verona tra il 2024 e il 2025, collezionando però meno di 20 minuti complessivi in tre presenze. Il vero salto di qualità era arrivato nella scorsa stagione al Catanzaro, dove si era ritagliato un ruolo da protagonista nella marcia verso i playoff di Serie B. Acquistato dal Milan già a gennaio, un pesante infortunio agli adduttori ne aveva interrotto la corsa, ma il recupero estivo lo ha consegnato nelle mani di Amorim nel momento giusto. Decisiva, in tal senso, l’amichevole contro il Manchester United, in cui Cissé aveva firmato il gol del temporaneo 2-2: “Renderà difficile la vita a Rafa Leao”, aveva commentato a caldo il tecnico portoghese. Non a caso, nelle scorse settimane, anche il Torino aveva provato a strapparlo ai rossoneri in prestito, inserendolo come possibile contropartita in una trattativa più ampia legata al giovane esterno granata Alessio Cacciamani. Amorim, però, ha deciso di tenerlo, e la prima di campionato gli ha già dato ragione.
Sul fronte mercato, intanto, il Milan deve ancora risolvere la questione Rafael Leao. Il portoghese, pubblicamente declassato dallo stesso Amorim alla vigilia del match, è sulla lista dei partenti ma non ha ancora trovato una sistemazione: le offerte di Galatasaray e Al-Hilal non lo convincono, mentre dalla Premier League non è arrivata alcuna proposta concreta. La pista più calda porta alla Roma di Gasperini, con i giallorossi pronti a presentare un’offerta di prestito oneroso con obbligo di riscatto. Finché la situazione non si sblocca, è proprio Cissé a raccogliere, almeno in parte, l’eredità del portoghese in avanti.
In casa Atalanta, la vittoria sul Sassuolo non cancella del tutto le preoccupazioni di Sarri, che già dopo lo 0-0 di Conference League aveva alzato la voce sul mercato: “Dobbiamo fare qualcosa, siamo una squadra ancora in costruzione”, aveva dichiarato il tecnico toscano. Il reparto che chiede rinforzi con maggiore urgenza è quello offensivo, dove manca un’ala sinistra di ruolo: il profilo individuato è quello di Noa Lang, olandese in uscita dal Napoli, con le parti che si sarebbero avvicinate fino a definire una cifra complessiva di 27 milioni di euro, pur con ancora da limare la formula dell’operazione. Sullo sfondo restano Benfica e Galatasaray, che ha già presentato un’offerta da 15 milioni giudicata insufficiente dagli azzurri. Il tempo stringe.
Infine, una nota di mercato che riguarda il Sassuolo sconfitto a Bergamo: l’assenza di Andrea Pinamonti dalla lista dei convocati di Alberto Aquilani non è passata inosservata, e rappresenta un indizio eloquente sulla sua imminente partenza. La destinazione più probabile sembra essere la Lazio di Gennaro Gattuso, che sta cercando con urgenza un centravanti di ruolo dopo una lunga estate di trattative andate a vuoto. I biancocelesti avrebbero già trovato un accordo con il giocatore per un contratto fino al 2031, ma l’ostacolo principale resta la distanza tra la richiesta del Sassuolo — 12 milioni — e il tetto fissato da Claudio Lotito, fermo a 2,5 milioni più 8 di riscatto.