Scontro totale sul VAR: il mondo del calcio si divide e la polemica resta viva

Articolo di Francesco Lucivero

Quanto accaduto allo Stadium mercoledì sera in Champions League ha ulteriormente alimentato un dibattito già di fuoco.

Il ritorno del playoff di Champions League fra Juventus e Galatasaray ha confermato al centro del dibattito calcistico un tema sempre più bollente, quello del VAR e della sua regolamentazione. L’episodio che ha coinvolto, suo malgrado, Lloyd Kelly (discussa seconda ammonizione trasformata in una contestatissima espulsione diretta) si è tramutato nell’ennesima polemica sul funzionamento della moviola in campo e sui protocolli che l’arbitro e gli assistenti video devono seguire prima di prendere una decisione definitiva.

Il contatto fra Kelly (già ammonito) e Yilmaz era stato inizialmente valutato dall’arbitro come fallo da cartellino giallo, suscitando già in quel momento le vibranti proteste dei bianconeri. Il successivo intervento del VAR, motivato dalla possibilità che l’infrazione rientrasse nei casi da espulsione diretta, ha portato a una modifica della sanzione. Il protocollo attuale consente questa dinamica: non prevede interventi sui cartellini gialli, ma permette la revisione quando l’episodio può configurarsi come condotta violenta o grave fallo di gioco.

Questa impostazione genera una zona di sovrapposizione fra la valutazione soggettiva e la correzione grazie al mezzo tecnologico. L’arbitro di campo, di fatto, mantiene la responsabilità della decisione finale, ma l’influenza del VAR diventa determinante nei casi in cui la soglia tra “giallo” e “rosso” non è oggettiva. La partita di Torino, in tal senso, si inserisce in un quadro più ampio, caratterizzato dall’aumento degli interventi del VAR, dalla percepita riduzione della centralità dell’arbitro di campo e da un’applicazione dei protocolli non sempre lineare.

Negli ultimi giorni Roberto Rosetti, ex arbitro internazionale e oggi presidente della Commissione Arbitri della UEFA, era stato categorico parlando a La Gazzetta dello Sport: “Forse abbiamo dimenticato che il VAR nasce per correggere errori chiari e ovvi” aveva detto, alimentando ulteriormente il dibattito su quali fossero, realmente, gli errori di questo tipo.

Rosetti aveva anche annunciato un tavolo di confronto con i responsabili delle varie Federazioni europee: “Ne riparleremo con i designatori federali. Dobbiamo ritrovare i principi originari” le sue parole, tornate d’attualità dopo quanto accaduto allo Stadium nel contesto di una polemica che non accenna a placarsi.

Nato nel 1986, giornalista pubblicista e speaker radiofonico appassionato di comunicazione sportiva e culturale. Nell'ambito di collaborazioni con importanti editori italiani, oltre che di uffici stampa, realizza articoli, interviste e contenuti per web, radio, televisione e social media.

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