Un’esperienza complicata, segnata da un girone proibitivo con Germania Ovest, Jugoslavia e Colombia.
C’è un’altra nazionale che guarda con interesse alla possibilità di un ripescaggio: gli Emirati Arabi Uniti. In base all’articolo 6.7 del regolamento, la FIFA può infatti scegliere eventuali sostituti in piena autonomia. In questo contesto, la posizione dell’Italia nel ranking, dove è 12esima, potrebbe favorire gli Azzurri. Tuttavia, se l’Iran dovesse essere escluso, è più probabile che il posto venga assegnato a una selezione asiatica. L’Iraq, dal canto suo, ha già staccato il pass grazie al successo nel playoff contro la Bolivia, e proprio per questo un eventuale ripescaggio potrebbe premiare gli Emirati Arabi Uniti, eliminati dagli iracheni nel percorso verso il Mondiale.
Per gli UAE si tratterebbe di un ritorno storico: l’unica partecipazione a una fase finale risale, per ironia della sorte, a Italia ‘90. Un’esperienza complicata, segnata da un girone proibitivo con Germania Ovest, Jugoslavia e Colombia. All’esordio, a Bologna contro i sudamericani, gli arabi resistono fino a inizio ripresa, prima di cedere ai gol di Rincón e Valderrama.
La seconda sfida, a San Siro contro la Germania Ovest, non va meglio. Alla vigilia Lothar Matthäus ironizza sull’atteggiamento ultra difensivo degli avversari, ipotizzando un 10-0-0. In campo finisce 5-1 per i tedeschi, con Khalid Ismail Mubarak autore del gol della bandiera.
Nell’ultima gara contro la Jugoslavia, squadra ricca di talento ma mai davvero vincente, gli Emirati provano a cambiare approccio, stanchi delle tattiche prudenti di Parreira. La scelta però non paga: dopo nove minuti sono già sotto di due gol e il match si chiude sul 4-1, il bomber emiratino è Al-Talyani. Al termine del torneo, come già nell’aria, arriva anche l’esonero del tecnico brasiliano.