Il Segretario di Stato degli Stati Uniti d'America Marco Rubio non intende fare passi indietro: "Monitoreremo con grande attenzione".
Manca ormai poco più di una settimana dall’inizio dei Mondiali che si svolgeranno tra Stati Uniti, Messico e Canada ma la situazione intorno alla nazionale dell’Iran non è ancora completamente definita. La squadra è ancora in attesa dei visti dal governo statunitense ed è stata costretta a spostare la sede del ritiro da Tucson, in Arizona, a Tijuana, in Messico.
Nel corso di un’audizione della sottocommissione per gli stanziamenti della Camera, il Segretario di Stato degli Stati Uniti d’America Marco Rubio è stato chiarissimo: “Non abbiamo problemi con gli atleti o il loro staff di supporto ma non permetteremo l’ingresso a persone che non siano legate al mondo dello sport e che possano avere legami con il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche o entità simili. Loro non entreranno, monitoreremo molto attentamente la situazione”.
Intanto il presidente della Federcalcio iraniana, Mehdi Taj, durante un programma sportivo trasmesso dalla televisione di Stato, ha aggiornato sulla situazione: “Sabato partiremo per la Spagna e da lì la nazionale volerà direttamente a Tijuana. Otterremo il visto messicano martedì o al massimo mercoledì, dopodiché il visto statunitense dovrebbe arrivare rapidamente”.
L’Iran è stato inserito nel Gruppo G e affronterà Nuova Zelanda e Belgio a Los Angeles il 15 e il 21 giugno, per poi giocare contro l’Egitto a Seattle il 26 giugno. Secondo Taj, lo scoppio della guerra in Medio Oriente il 28 febbraio, con l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, ha “sconvolto completamente” i piani della Nazionale. “La situazione del Paese, e soprattutto il conflitto in corso, ha mandato all’aria tutti i nostri programmi”, ha spiegato.