Premier League vs Serie A: ecco le differenze

La Premier League come non l’avete mai vista. Ve la raccontano tre protagonisti, i calciatori del West Ham Felipe Anderson, Angelo Ogbonna e Carlos Sanchez: tre vecchie conoscenze del calcio italiano. Il primo, brasiliano, ha legato a lungo il suo nome alla Lazio; il secondo, che ricordiamo con le maglie di Torino e Juventus, ma non solo, è stato anche in nazionale; il terzo, colombiano, si è trasferito negli ‘Hammers’ dopo l’esperienza con la Fiorentina. Chi meglio di loro può spiegare le differenze tra la serie A e la Premier League? Probabilmente nessuno.
I tre ne hanno parlato al blog di Betway, importantissima casa di betting. Una chiacchierata molto interessante e costruttiva, nella quale non si sono tirati indietro nemmeno quando è venuto il momento di fare considerazioni approfondite e anche scomode: una giornata insieme a loro è servita per capire molto di più, perché il calcio è simile in tutto il pianeta, ma le differenze ci sono e spesso sono più marcate di quello che possa sembrare di primo acchito o a un’analisi superficiale.
Del resto sudore e fatica riempiono i campi di calcio di tutto il mondo – e naturalmente anche della serie A e della Premier League – alla ricerca di quel gol che può cambiare le sorti di una stagione, una carriera e perché no, anche di una giocata thriller per tutti i fan delle scommesse calcio.
Felipe Anderson è nato nel 1993 a Santa Maria, in Brasile. Con la Lazio ha collezionato 137 presenze in totale, realizzando 25 gol. E’ un centrocampista offensivo di grande talento, che ama disimpegnarsi sulla fascia per poi accentrarsi. Angelo Ogbonna, classe 1988, è nato a Cassino (Frosinone) da genitori nigeriani. Ha giocato nel Torino, nel Crotone e nella Juventus. Vanta 13 presenze nella nazionale maggiore italiana. E’ un aitante difensore centrale. Carlos Sanchez, nazionale colombiano (con i Cafeteros ha giocato due Mondiali), è nato nel 1986. Ha giocato in serie A nella Fiorentina e in Premier League, oltre che nel West Ham, ha militato nell’Aston Villa, formazione di Birmingham. Predilige stare a centrocampo ma può essere schierato anche in difesa: a volte, in Toscana, l’allora tecnico dei gigliati Paulo Sousa lo impiegava nella sua retroguardia a 3.

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