Italia, Vincenzo Montella nemico-amico: al posto di Roberto Mancini poteva esserci anche lui?

Articolo di Marco Enzo Venturini

Compagni di squadra alla Sampdoria, avversari da ct: ma la carriera di Mancini e Montella ha vissuto una sliding door ben prima di Turchia-Italia.

Turchia-Italia non rappresenta solo la prima prova d’appello per la nuova Nazionale azzurra che contro il Belgio ha iniziato nel peggior modo possibile il tentativo di rilancio dopo aver saltato nel 2026 il terzo Mondiale di fila. Lunedì a Bursa si affronteranno infatti anche Roberto Mancini e Vincenzo Montella, colleghi ed ex compagni di squadra alla Sampdoria. E il tecnico campano, nella conferenza stampa di domenica, ha lasciato intendere che se le cose fossero andate in maniera diversa avrebbe potuto esserci lui al posto attualmente occupato dal suo ex capitano in blucerchiato.

“Mi è già capitato, anche se solo in amichevole, ma avrei evitato di affrontare l’Italia molto volentieri. Detto questo, ora vincere sarebbe molto importante per noi e io darò tutto per la Turchia. Vivo qui da cinque anni e lavoro per la federazione da tre, mi stanno facendo sentire uno di loro e solo per loro saranno la mia mente e il mio cuore”, ha garantito Montella. Che sulla prospettiva di essere invece ct degli Azzurri ha ammesso: “Nell’ultimo periodo non mi hanno contattato, ma in passato sì. E adesso ho altri due anni di contratto qui”.

Il calcolo è piuttosto semplice: Montella è stato scelto come allenatore dell’Adana Demirspor il 1° settembre 2021 (tra i suoi giocatori di allora figura anche Mario Balotelli) per poi essere scelto come selezionatore della Turchia il 21 settembre 2023. Non avrebbe quindi potuto sostituire né Luciano Spalletti nel giugno 2025 né Gennaro Gattuso a partire dal 31 marzo di quest’anno. Curioso notare però che circa tre mesi prima di accettare il suo attuale incarico, proprio Roberto Mancini lasciò il ruolo di commissario tecnico dell’Italia: era il 18 giugno 2023. E chissà che non risalga proprio ad allora quel “passato” a cui si riferisce colui che alla Sampdoria si laureò vicecannoniere della Serie A nel 1996-’97, proprio l’ultima stagione trascorsa a Genova dall’eterno numero 10 blucerchiato prima del suo passaggio alla Lazio. Il cui arrivo, potenzialmente, avrebbe potuto scrivere una storia diversa, tale da non richiedere un cambio di ct anche nel 2026.

“Sono d’accordo con quanto ha affermato Mancini – ha comunque aggiunto Montella -. Il calcio è fatto di cicli, e se togliamo l’alto livello dei giocatori di Spagna, Francia, Inghilterra, Germania e Portogallo, l’Italia dispone di una squadra competitiva. Magari ha il problema di una rosa non abbastanza profonda. Ma Donnarumma, Calafiori, Bastoni, Tonali, Barella, e anche Pio Esposito, Kean e Scamacca permettono di schierare una formazione altamente competitiva. Poi nel calcio capita che un rigore possa determinare la partecipazione o meno a un Mondiale. E con il Belgio gli Azzurri avrebbero anche potuto pareggiare, contro un’avversaria che ha disputato una partita incredibile”. Cortesie verso il suo ex capitano?

D’altronde lo stesso Mancini, nella sua conferenza stampa della vigilia, aveva usato toni non dissimili nel valutare la sfida di Bursa: “Montella ha una squadra molto forte, ricca di talenti: sarà difficile”. Il ct azzurro ha però voluto smorzare le polemiche seguite al ko con il Belgio, invitando l’ambiente a non farsi prendere dall’agitazione: “Il calcio è fatto di episodi. Venerdì nel secondo tempo la partita poteva girare, ma il Belgio ha vinto meritatamente”. Un messaggio di calma che si accompagna alla promessa di qualche novità tattica: contro la Turchia ci sarà spazio per cambiamenti, con Bastoni che dovrebbe tornare al centro della difesa e Mandragora e Frattesi pronti a rilevare almeno uno tra Barella e Tonali a centrocampo, mentre in attacco si candidano Raspadori e Scamacca dal primo minuto.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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