Vincenzo Montella
Aggiornato Mer 22 Lug 2026 alle 10:39Vincenzo Montella è senza dubbio il tecnico italiano più in vista sulla scena internazionale in questo Mondiale 2026. L’ex Aeroplanino, alla guida della Turchia, ha vissuto un esordio amaro in Nord America: la sua nazionale è stata sconfitta per 2-0 dall’Australia, in una partita che ha subito acceso le polemiche e messo il commissario tecnico campano sotto i riflettori della stampa turca e internazionale.
La gara contro gli oceanici ha raccontato una storia già vista: la Turchia ha dominato il possesso palla, raggiungendo un impressionante 78%, e ha prodotto ben 30 tiri verso la porta avversaria. Eppure, nonostante la mole di gioco, non è riuscita a sbloccare il risultato. L’Australia, cinica e compatta, ha sfruttato due ripartenze letali con Irankunda e Metcalfe per portare a casa tre punti pesantissimi. Un copione che Montella conosce bene: già a Euro 2024, la Turchia aveva faticato a concretizzare le occasioni create, pagando a caro prezzo la propria imprecisione sotto porta.
Montella risponde alle critiche: “Nulla è perduto”
Dopo il ko con l’Australia, Montella ha risposto alle accuse con la lucidità che lo contraddistingue. “Il calcio è questo: noi abbiamo sprecato tante occasioni da gol e loro in contropiede ci hanno puniti”, ha dichiarato il tecnico, sottolineando come contro squadre che si difendono basse e ripartono velocemente sarebbe stato fondamentale sbloccare il punteggio, magari su calcio piazzato. “Nulla è perduto”, ha aggiunto con determinazione, guardando alle due partite rimanenti nel girone con fiducia. Una postura mentale che Montella ha già dimostrato in passato: anche dopo il pesante 0-3 subito dalla Turchia contro il Portogallo a Euro 2024, il ct aveva accettato le critiche senza perdere la bussola, ricordando che la qualificazione agli ottavi era ancora alla portata della sua squadra.
Non è la prima volta che Montella si trova a gestire pressioni mediatiche intense. La stampa turca lo ha spesso messo sotto esame, in particolare sulla capacità della sua nazionale di segnare con continuità. Un tema ricorrente, che era già emerso prima di Euro 2024, quando nelle quattro gare del 2024 la Turchia aveva realizzato appena due reti. Eppure, nonostante le difficoltà, Montella ha sempre mantenuto un approccio costruttivo, analizzando gli errori senza cedere al panico.
Il cammino verso il Mondiale: dalla qualificazione all’esordio
Arrivare ai Mondiali 2026 non è stato semplice per la Turchia. La nazionale ottomana ha dovuto superare un playoff decisivo, battendo la Romania per 1-0 grazie a un gol di Ferdi Kadioglu e poi superando il Kosovo nella finale. In quella cavalcata verso la qualificazione, erano stati protagonisti assoluti anche Kenan Yildiz, stella della Juventus e numero 10 della nazionale, e Hakan Calhanoglu, punto fermo dell’Inter. Proprio Calhanoglu aveva vissuto quei playoff con un’emozione particolare, essendo rientrato da un infortunio che lo aveva tenuto fermo per un mese e mezzo. “Ho lavorato duramente per giocare questa partita con la Turchia, e sono riuscito a farlo con il morale alto”, aveva dichiarato il centrocampista nerazzurro.
Montella, in quella fase, aveva mostrato tutta la sua esperienza tattica, chiedendo alla squadra di evitare l’impazienza contro avversari chiusi e di essere più dinamici nella ripresa. Parole che risuonano in modo quasi profetico guardando alla partita contro l’Australia: la Turchia ha prodotto tanto ma ha mancato di quella cattiveria agonistica nei momenti decisivi che separa le grandi squadre dalle altre.
La nazionale turca torna a un Mondiale dopo vent’anni di assenza, e le aspettative in patria sono altissime. Montella è consapevole del peso di questa responsabilità, ma ha scelto di non alimentare pressioni eccessive, preferendo lavorare sulla fiducia del gruppo. “La cosa importante è non perdere la fiducia”, ha ripetuto dopo la sconfitta con l’Australia, un messaggio rivolto tanto ai suoi giocatori quanto all’opinione pubblica turca.
Con due partite ancora da giocare nel girone, la qualificazione agli ottavi è ancora matematicamente possibile. La Turchia dovrà però ritrovare quella concretezza sotto porta che finora è mancata, trasformando il dominio territoriale in gol concreti. Montella lo sa meglio di chiunque altro: in un torneo come il Mondiale, le occasioni sprecate si pagano sempre, e non c’è possesso palla che tenga di fronte alla freddezza degli avversari.