Ripescaggio Italia ai Mondiali, il post degli Azzurri sbalordisce mezzo mondo: “Vi hanno ripescato?”

Articolo di Martino Davidi

Il messaggio della Nazionale prima della partita contro il Lussemburgo ha innescato migliaia di reazioni ironiche

Il Mondiale 2026 sta per iniziare, e sarà il più inclusivo della storia con ben 48 nazionali che si contenderanno il titolo, tra cui anche incredibili outsider come Curaçao, Capo Verde e Giordania. Paradossalmente non ci sarà però l’Italia quattro volte campione del mondo, di nuovo eliminata ai playoff per la terza volta consecutiva. Un’onta per gli Azzurri, che mercoledì hanno disputato la prima delle due “amichevoli delle vergogna” con un’altra nazionale non qualificata, il Lussemburgo.

Prima della partita, il profilo di X degli Azzurri ha pubblicato un post che è diventato immediatamente virale sui social e ha provocato le reazioni ironiche di mezzo mondo. “En route” (“in viaggio”) ha scritto il profilo ufficiale dell’Italia, a corredo delle foto dei giocatori in aeroporto in partenza per il Lussemburgo.

Immediati i commenti di scherno e sfottò sotto il post arrivati da ogni parte del mondo, con riferimento all’assenza della Nazionale ai Mondiali in Nord America. “In viaggio per dove?” “In quale gruppo siete?”, “Andate a fare i raccattapalle”, “È imbarazzante essere italiano da quindici anni a questa parte. La Bosnia è andata ai Mondiali. La Bosnia”, “Qualcuno dovrebbe ricordare all’Italia che non si è qualificata per i Mondiali nelle ultime 3 edizioni”, “Vi hanno ripescato?”.

L’ultimo commento fa riferimento alla questione ripescaggio, ormai definitivamente chiusa. L’Italia era prima tra le nazionali non qualificate nel ranking FIFA e avrebbe potuto beneficiare di un eventuale forfait dell’Iran, in base all’articolo 6.7 del regolamento FIFA. La situazione del ‘Team Melli’ resta in bilico a causa delle tensioni diplomatiche tra Iran e Stati Uniti, con i visti per il suolo americano non ancora rilasciati nonostante tutte e tre le partite del Gruppo G si disputino negli USA. Alla fine, però, si è trovata una soluzione spostando il campo base della squadra in Messico.

Anche Paolo Zampolli, inviato speciale dell’amministrazione Trump e principale sponsor della causa azzurra, ha dovuto alzare bandiera bianca. “Il mio sogno e quello di tanti era di avere l’Italia con noi. Avevo suggerito al presidente e a Gianni Infantino che, in caso l’Iran non fosse venuto per qualsiasi ragione, si sarebbe potuto ripescare l’Italia. Purtroppo le cose non sono andate così”, ha ammesso.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

TG SPORT

Articoli correlati