Sono molti a percepire la novità come un corpo estraneo, un innesto che rischia di snaturare il ritmo e la sacralità della finale.
La finale dei Mondiali 2026 tra Spagna e Argentina non è soltanto la partita di calcio più attesa del quadriennio, ma è anche il momento in cui, di fatto, lo sport più popolare al mondo cambierà nuovamente pelle, adattandosi sempre più alle esigenze dello show business. Il 19 luglio, al MetLife Stadium, la Coppa del Mondo introdurrà infatti per la prima volta un Halftime Show strutturato, con palchi, superstar e una produzione (a detta degli organizzatori) degna del Super Bowl. La novità, però, sta spaccando il pubblico.
Per quasi un secolo, l’intervallo della finale è stato un rituale immutabile: quindici minuti scarsi di analisi, tensione, giocatori negli spogliatoi e tifosi che riprendono fiato. A East Rutherford, invece, dopo il fischio che chiuderà la prima frazione di gioco entreranno in scena Madonna, Shakira, i BTS e Justin Bieber, insieme a Burna Boy e al direttore d’orchestra Gustavo Dudamel, per un’esibizione di 11 minuti curata da Chris Martin e prodotta da Global Citizen.
Ed è qui che nasce la frattura. Il Super Bowl ha costruito la sua identità su un concetto preciso: attirare anche chi non guarda il football americano. Milioni di spettatori seguono la partita solo per lo show e per l’influenza che ha sulla cultura pop, più che per l’evento sportivo in sé. Per farla breve, il football NFL è parte di un pacchetto più ampio.
Il Mondiale di calcio, invece, è l’esatto opposto. La finale è seguita da miliardi di persone che vogliono vedere la partita e che vivono per il lato sportivo, aspettando quel momento da quattro anni. Il pubblico occasionale certamente c’è ma non è paragonabile a quello del Super Bowl: chi guarda la finale lo fa, nella stragrande maggioranza dei casi, per il calcio. Ecco perché l’Halftime Show viene percepito da molti come un corpo estraneo, un innesto che rischia di snaturare il ritmo e la sacralità dell’evento.
Neanche il fine benefico illustrato dalla Federazione internazionale convince appieno. L’obiettivo dichiarato è raccogliere fondi per il FIFA Global Citizen Education Fund, che punta a raggiungere 100 milioni di dollari per progetti educativi nel mondo, ma sono tantissimi gli appassionati secondo cui non era necessario un “evento nell’evento” per ottenere risultati in questo senso, con il paradossale rischio di snaturare il gioco.
C’è poi il problema del tempo: l’intervallo della finale dovrebbe durare 15 minuti, secondo le norme IFAB, mentre fra allestimento, concerto e smontaggio l’interruzione prevista è di 17 minuti. La FIFA sostiene che la durata sarà “in conformità con le regole del torneo” ma non ha chiarito come verrà gestita la discrepanza. E questo silenzio alimenta la tensione.
Dal punto di vista culturale, la line‑up riflette la natura planetaria del calcio: pop americano, K‑pop, musica latina, orchestra sinfonica.
Shakira, volto storico dei Mondiali (la sua “Waka Waka” fu l’inno ufficiale della Coppa del Mondo 2010 in Sudafrica), tornerà con “Dai Dai”, la canzone ufficiale del torneo. I BTS si esibiranno davanti a un pubblico diverso da quello che segue il pop coreano, mentre Justin Bieber arriva dopo il suo discusso set da 10 milioni di dollari al Coachella. Madonna, infine, è una delle icone musicali più riconoscibili del pianeta.
Nonostante ciò, fra gli appassionati il malumore è evidente. C’è chi parla di “americanizzazione del calcio”, chi teme che la pausa extra possa influire sulla tenuta fisica delle squadre (visto che anche un minuto in più di pausa va gestito in maniera precisa), chi non vuole vedere la finale trasformata in un evento di intrattenimento totale. Molti ricordano che già gli hydration break hanno generato proteste: ora si aggiunge un altro elemento percepito come invasivo.
Il punto è semplice: il Super Bowl usa lo show per attirare chi non guarda il football. Il Mondiale, invece, non ha bisogno di attirare nessuno: il suo pubblico c’è già, ed è lì per il calcio. Per questo l’Halftime Show è uno snodo cruciale: non è solo una novità, è un cambio di paradigma. Soltanto domenica sera capiremo se sarà un passo avanti o un azzardo.