Mondiali 2026 e ingressi negli Stati Uniti: la risposta di Donald Trump fa discutere

Articolo di Marco Enzo Venturini

Nonostante le numerose polemiche dell'ultima settimana prima dell'avvio dei Mondiali 2026, dallo Studio Ovale arriva il rilancio di Donald Trump.

Donald Trump fa ancora discutere nel giorno che precede l’inizio dei Mondiali di calcio 2026, culmine di una settimana caratterizzata da aspre polemiche per l’ingresso negli Stati Uniti estremamente difficoltoso per alcune squadre e delegazioni e addirittura respinto per quanto riguarda l’arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan. Il presidente degli USA, infatti, ha dato una sua personale spiegazione alle politiche d’ingresso adottate fin qui nel Paese.

“Facciamo entrare le persone giuste”, ha glissato Trump parlando con i giornalisti nello Studio Ovale nella giornata di mercoledì, come rilanciato anche dall’Ansa. La sua considerazione era arrivata in risposta a una domanda diretta sulle numerose persone a cui è stato negato l’ingresso negli Stati Uniti, inclusi numerosi tifosi già in possesso del biglietto. “I Mondiali non hanno mai avuto un successo così grande”, ha invece sostenuto il tycoon stuzzicato sui dati di basse vendite dei biglietti per l’evento.

Il caso Artan resta però quello che ha fatto più rumore a livello internazionale. L’arbitro somalo, premiato nel 2025 come miglior direttore di gara africano dell’anno e selezionato dalla FIFA tra i 52 arbitri per la fase finale del torneo, era in possesso di un visto regolare ma è stato rimandato in Turchia, da dove era partito via Kenya. L’amministrazione Trump aveva sospeso i visti per 75 Paesi all’inizio dell’anno, Somalia inclusa. Al suo rientro a Mogadiscio, Artan è stato accolto da centinaia di tifosi e dal Ministro della Gioventù e dello Sport somalo, diventando di fatto un eroe nazionale. “Vi prometto, se Dio vuole, che parteciperò alla prossima edizione dei Mondiali”, ha dichiarato in aeroporto, aggiungendo: “La Somalia ci appartiene, che sia in una situazione difficile o meno. Quella bandiera e quel passaporto ci appartengono. È compito di noi tutti difendere il nome della Somalia”.

Quello di Artan non è che l’episodio più eclatante di una serie di tensioni alla frontiera che hanno coinvolto diverse delegazioni. L’attaccante dell’Iraq Aymen Hussein è stato trattenuto per sette ore in una stanza dell’aeroporto di Chicago e sottoposto a un lungo interrogatorio prima di essere autorizzato a entrare nel Paese, mentre il fotografo della sua nazionale, Talal Salah, è stato definitivamente respinto. Controlli rigidissimi hanno riguardato anche la nazionale dell’Uzbekistan, allenata dall’italiano Fabio Cannavaro, perquisita con metal detector e cani antidroga all’arrivo a New York: i video della scena sono diventati rapidamente virali. La federazione iraniana, dal canto suo, ha denunciato anche la revoca della quota di biglietti riservata ai propri tifosi per le partite della fase a gironi, definendo la decisione “contraria allo spirito delle competizioni internazionali”.

In questo clima, una controversa prima pagina de ‘L’Équipe’ ha aggiunto ulteriore benzina sul fuoco. Il quotidiano sportivo francese ha scelto una copertina al vetriolo intitolata “Welcome to the USA”: Trump ritratto con al collo la medaglia del “FIFA Peace Prize”, la Coppa del Mondo in una mano e il presidente della FIFA Gianni Infantino trasformato in un burattino nell’altra, con ai lati l’arbitro Artan e un agente dell’ICE mascherato. Negli Stati Uniti la copertina è stata bollata da più parti come una provocazione politica, mentre la FIFA ha ribadito ancora una volta di non avere alcun ruolo nelle politiche migratorie del Paese ospitante. Il Mondiale è pronto a partire, ma la tensione attorno all’evento sembra destinata a non placarsi.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

TG SPORT

Articoli correlati