Fabio Cannavaro

Aggiornato Gio 18 Giu 2026 alle 08:29

Fabio Cannavaro è senza dubbio uno dei protagonisti più discussi del calcio italiano di questi ultimi anni, sia come allenatore che come personaggio pubblico. Le ultime notizie lo vedono al centro di una vicenda che ha fatto il giro del mondo, in un contesto internazionale sempre più teso a pochi giorni dall’inizio del Mondiale in Nord America.

Cannavaro e l’Uzbekistan nel mirino delle misure di sicurezza USA

Il commissario tecnico dell’Uzbekistan è finito suo malgrado sotto i riflettori internazionali a causa delle rigidissime misure di sicurezza imposte dall’amministrazione Trump agli stranieri in arrivo sul suolo statunitense. Cannavaro e i suoi giocatori uzbeki sono stati sottoposti a una perquisizione minuziosa appena scesi dal pullman che li trasportava a New York per un’amichevole contro l’Olanda: metal detector, cani antidroga e controllo dei bagagli. I video dell’episodio sono diventati rapidamente virali, suscitando scalpore a livello globale.

Non si tratta di un caso isolato: nelle stesse settimane, il calciatore senegalese Pathé Ciss e l’attaccante iracheno Hussein sono stati interrogati per ore dalla polizia locale, mentre l’arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan — nominato miglior arbitro africano dell’anno nel 2025 e selezionato dalla FIFA tra i 52 direttori di gara del torneo — è stato addirittura respinto al confine e rimandato in Turchia, nonostante fosse in possesso di un visto regolare. Anche la nazionale iraniana ha vissuto settimane di incertezza prima di ottenere i visti necessari, con diversi membri della delegazione ancora privi dell’autorizzazione d’ingresso negli Stati Uniti.

Il Pallone d’Oro 2006 si trova dunque a guidare l’Uzbekistan in quello che rappresenta il primo Mondiale della storia della nazionale centroasiatica, inserita in un girone tutt’altro che semplice con Portogallo, Colombia e Congo. Un’impresa sportiva già di per sé ambiziosa, resa ancora più complicata dal clima di tensione diplomatica che circonda l’organizzazione della competizione.

Il percorso di Cannavaro allenatore: dall’Udinese alla panchina dell’Uzbekistan

La carriera da allenatore di Cannavaro è stata un percorso tortuoso, fatto di esperienze internazionali e sfide sempre più ambiziose. Dopo l’esonero dal Benevento nel febbraio 2023, dove aveva totalizzato 16 punti in 17 partite in Serie B, il tecnico napoletano era rimasto fermo per oltre un anno prima di accettare la chiamata dell’Udinese nell’aprile 2024. Con i friulani aveva compiuto una vera e propria impresa, conquistando una salvezza straordinaria all’ultima giornata di Serie A, salvo poi essere esonerato dalla società bianconera nonostante il risultato ottenuto.

A fine dicembre 2024 era arrivata la chiamata della Dinamo Zagabria, club impegnato anche in Champions League. Cannavaro aveva preso le redini della squadra croata il 29 dicembre, debuttando nella massima competizione europea contro l’Arsenal — sconfitta per 3-0 — prima di sfidare il Milan nell’ultima giornata della fase a gironi. Una parentesi europea breve ma significativa, che ha confermato la sua capacità di lavorare in contesti internazionali di alto livello.

L’approdo sulla panchina dell’Uzbekistan è arrivato nell’ottobre 2025, con un esordio positivo: vittoria per 2-0 contro il Kuwait all’Olympic Stadium di Tashkent, con reti di Shomurodov — ex Serie A con Genoa, Roma, Spezia e Cagliari — e Erkinov. Un inizio promettente per una nazionale che si affaccia per la prima volta alla fase finale di un Campionato del Mondo.

Gli italiani al Mondiale: Cannavaro non è solo

Nonostante la mancata qualificazione della Nazionale italiana — eliminata sotto la guida di Gennaro Gattuso — il calcio italiano è comunque rappresentato in Nord America da diverse figure di spicco. Il nome più importante è quello di Carlo Ancelotti, che guida il Brasile con l’obiettivo di riportare la Seleção al titolo mondiale dopo anni di delusioni. Vincenzo Montella, invece, ha trascinato la Turchia alla qualificazione dopo vent’anni di assenza dalla rassegna iridata, mentre Cannavaro rappresenta la terza grande firma italiana sulle panchine del torneo.

Sul fronte arbitrale, la rappresentativa italiana potrebbe essere numericamente significativa: Marco Di Bello, Marco Guida e Maurizio Mariano sono i tre direttori di gara italiani attesi in America. Una consolazione parziale per un movimento che continua a fare i conti con l’assenza della propria nazionale dalla competizione più importante del mondo.

Per Cannavaro, il Mondiale rappresenta il banco di prova più importante della sua carriera in panchina. Guidare l’Uzbekistan — nazione calcisticamente emergente — contro avversari del calibro del Portogallo è una sfida che pochi avrebbero accettato. Ma il campione del mondo del 2006, da sempre abituato a lottare contro pronostici avversi, sembra aver trovato nella sfida impossibile la sua dimensione ideale anche da allenatore.