Lionel Messi

Aggiornato Sab 08 Ago 2026 alle 14:27

Il sipario sui Mondiali 2026 si è calato con una finale che resterà nella memoria collettiva del calcio mondiale. La Spagna ha battuto l’Argentina ai tempi supplementari, lasciando la Pulce e i suoi compagni con l’amaro in bocca per la seconda finale iridata persa in carriera. Ma al di là del risultato sportivo, le ultime notizie su Lionel Messi ruotano attorno a una domanda che tiene con il fiato sospeso un’intera nazione: è stata quella del MetLife Stadium la sua ultima partita con l’Albiceleste?

Messi al bivio: addio alla nazionale o un altro capitolo?

A rispondere, almeno in parte, è stato Leandro Paredes, tornato in campo con il Boca Juniors in Copa Sudamericana pochi giorni dopo la finale. Il centrocampista ha dichiarato ai cronisti argentini: “Leo ha preso la sua decisione, la finale potrebbe essere stata la sua ultima partita con l’Argentina. Spero che torni a rifletterci su e che decida di continuare, ma saremo contenti in qualunque caso visto quello che ha dato in questi anni”. Parole che suonano come un addio annunciato, anche se non definitivo.

Se davvero la notte di East Rutherford dovesse rappresentare il capolinea della sua avventura in nazionale, Messi chiuderebbe a 39 anni con 207 presenze e 125 gol, primati assoluti per l’Albiceleste. Un bilancio straordinario, impreziosito da tre finali mondiali disputate da titolare — un record assoluto nella storia della Coppa del Mondo — con la vittoria del 2022 contro la Francia e le sconfitte del 2014 contro la Germania e del 2026 contro la Spagna. Lo stesso commissario tecnico Lionel Scaloni, che al termine della finale aveva definito Messi “il miglior calciatore che abbia mai messo piede su un campo”, ha ammesso di non aver ancora avuto modo di parlargli riguardo a una possibile prosecuzione in nazionale.

Messi stesso non si è nascosto dopo la sconfitta, pubblicando un messaggio che fotografa il suo stato d’animo con rara lucidità: “Il dolore è enorme e ci vorrà tempo perché questa ferita si chiuda. Ma mi tengo anche tutto il buono… questo gruppo ha raggiunto due finali consecutive della Coppa del Mondo”. Parole che rivendicano un percorso storico, pur senza nascondere la ferita.

Le polemiche post-finale e le ombre sul futuro dell’Albiceleste

La notte del MetLife Stadium non ha lasciato strascichi solo sul piano emotivo. La FIFA ha aperto un’indagine sulla rissa post-partita che ha visto protagonista proprio Paredes, coinvolgendo anche Roberto Ayala, membro dello staff di Scaloni, che ha colpito il giocatore del Barcellona Dani Olmo prima di essere trattenuto. Ayala ha poi espresso il suo rammarico: “La mia intenzione era andare a dividere i giocatori. Le emozioni a volte prendono il sopravvento, ma è una cosa che non dovrebbe succedermi per la posizione che ricopro”.

Non è tutto: Enzo Fernandez, espulso al 94′ dei tempi regolamentari per vibranti proteste, rischia una lunga squalifica, mentre pende ancora l’istruttoria per lo striscione “Las Malvinas son argentinas” mostrato da Romero, Lo Celso e Lisandro Martínez dopo la semifinale contro l’Inghilterra. Un’Argentina che deve fare i conti non solo con il dolore della sconfitta, ma anche con le conseguenze disciplinari di una notte che ha mostrato al mondo il suo volto peggiore.

Sul piano strettamente sportivo, la prestazione dell’Albiceleste nella finale aveva già sollevato interrogativi. Nei 90 minuti regolamentari, la squadra di Scaloni aveva fatto registrare un dato impietoso: zero tiri totali, zero tiri in porta. Anche Messi era rimasto a lungo ai margini del gioco, toccando il suo primo vero pallone soltanto al 16′ minuto. Persino dal Barcellona sono arrivate critiche: il Mundo Deportivo ha inserito il capitano argentino tra i principali responsabili del ko, sostenendo che il suo discorso pre-partita fosse privo di intensità emotiva. Una tesi indirettamente confermata da Carlos, padre di Alexis Mac Allister: “Non ci sono stati discorsi motivazionali, mio figlio mi ha confermato che hanno parlato solo di tecnica, passaggi e schemi”.

Un Mondiale da leggenda, nonostante tutto

Sarebbe però riduttivo ricordare questi Mondiali 2026 solo attraverso il prisma della finale perduta. Il cammino di Messi verso New York è stato costellato di record storici che hanno ulteriormente cementato la sua eredità nel calcio mondiale. Già nella partita d’esordio contro l’Algeria, una tripletta lo aveva reso il primo giocatore della storia a partecipare al sesto Mondiale, raggiungendo poi Miroslav Klose in vetta alla classifica dei marcatori all-time della competizione. Con il gol segnato contro Capo Verde aveva poi toccato quota 21 reti mondiali, diventando il primo nella storia a raggiungere tale traguardo.

Il torneo era iniziato peraltro in un contesto personale difficile: le lacrime di Messi dopo il primo gol contro l’Algeria avevano commosso il mondo intero, svelando la preoccupazione per le gravi condizioni di salute del padre Jorge. Un momento di umanità autentica che aveva reso ancora più straordinaria la sua capacità di trascinare l’Argentina nonostante il peso emotivo di quei giorni.

Ora, mentre il calcio mondiale attende di sapere se Messi ha davvero giocato la sua ultima partita con l’Argentina, resta la certezza di aver assistito a qualcosa di irripetibile. Con 125 gol e 207 presenze in nazionale, tre finali mondiali da titolare e un Mondiale vinto nel 2022, la Pulce di Rosario ha scritto pagine che nessuno potrà mai cancellare dalla storia del calcio.