Mondiali 2026: aumenta la rabbia, sgarbo degli Usa a un’altra nazionale

Articolo di Martino Davidi

A poche ore dal via della rassegna iridata si moltiplicano le polemiche per i rigidi dispositivi di sicurezza degli americani

La Costa d’Avorio non potrà contare sui propri tifosi ai Mondiali 2026. I rigidissimi dispositivi di sicurezza voluti dall’amministrazione Trump hanno limitato i visti e a farne le spese sono stati anche i fans degli Elefanti, costretti a rimanere in Africa.

“I tifosi hanno rinunciato al viaggio perché il governo americano non intende accogliere supporter provenienti da determinati Paesi, tra cui la Costa d’Avorio. Gli Stati Uniti sono stati molto chiari: non vogliono vedere i nostri tifosi sul loro territorio”, ha dichiarato Julien Kouadio Adonis, presidente del Comitato Nazionale dei Tifosi degli Elefanti.

Gli ivoriani dovranno fare a meno della loro tifoseria, tra le più calorose in Africa: “Questa situazione è davvero dolorosa. Ci impedisce di svolgere il nostro ruolo principale, ovvero sostenere la squadra. Avremmo avuto l’opportunità di far conoscere la nostra cultura sugli spalti”. Gli USA hanno concesso l’ingresso, oltre ai giocatori e allo staff tecnico, solo ad alcuni funzionari che avranno il compito di supportare i tifosi ivoriani che risiedono in America. La Costa d’Avorio debutterà lunedì 15 giugno contro l’Ecuador a Filadelfia.

La questione dei visti ha avvelenato l’atmosfera attorno all’intera manifestazione fin dalla vigilia, diventando uno dei temi più caldi di questi Mondiali. Il caso che ha fatto più scalpore a livello internazionale è stato quello dell’arbitro somalo Omar Artan, premiato nel 2025 come miglior direttore di gara africano dell’anno e regolarmente selezionato dalla FIFA tra i 52 fischietti per la fase finale: nonostante fosse in possesso di un visto valido, è stato respinto alla frontiera a causa della sospensione dei visti imposta dall’amministrazione Trump per 75 Paesi, Somalia inclusa.

A sollevare ulteriori polemiche ci ha pensato anche il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei, che nel corso di una conferenza stampa ha attaccato duramente sia la FIFA che gli Stati Uniti: “Una parte significativa dei regolamenti FIFA e degli impegni assunti dal Paese ospitante è già stata violata. Tra queste violazioni vi è il mancato rilascio dei visti a un numero considerevole di membri della squadra che, in base alle norme FIFA, avrebbero dovuto ottenerli”.

Di fronte a questo scenario, la posizione della FIFA è controversa. Il presidente Gianni Infantino ha ribadito la linea della Federazione internazionale con una formula che ha lasciato l’amaro in bocca a molti: “Non possiamo intrometterci nelle politiche migratorie di un Paese organizzatore”. Parole che non hanno fatto che alimentare le critiche di chi considera questi Mondiali, come ha scritto il quotidiano sportivo francese L’Équipe nella sua edizione dell’11 giugno, “uno degli eventi sportivi più politicizzati della storia”.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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