Mondiali 2026, a Washington deridono l’Iran dopo l’eliminazione: “Danza di gioia”

Articolo di Martino Davidi

Il segretario della Sicurezza Interna degli Stati Uniti: "Contento che non tornino"

Ancora scintille tra USA e Iran dopo l’eliminazione del Team Melli dai Mondiali 2026 ospitati in Canada, Stati Uniti e Messico. La nazionale iraniana non ha mai perso nel girone, ma è stata estromessa a causa della differenza reti: decisivo il gol annullato contro l’Egitto per un fuorigioco contestato.

L’Iran prima e durante il torneo iridato ha dovuto affrontare molti ostacoli, tra cui il rilascio in ritardo dei visti, limitati a soli 24 ore sul territorio americano, e il trasferimento del proprio campo base a Tijuana, in Messico: un incubo logistico. L’allenatore Amir Ghalenoei ha affermato che la sua squadra è stata “la più penalizzata” del torneo, sullo sfondo delle tensioni geopolitiche tra Iran, Stati Uniti e Israele.

Lunedì, parlando con i giornalisti, il segretario del Dipartimento di Sicurezza della Casa Bianca Markwayne Mullin ha commentato felice l’eliminazione dell’Iran: “Sono solo contento che abbiano finito e che non tornino. Ero così felice quando siamo riusciti a revocare i loro visti e a farli lasciare definitivamente il suolo americano che ho pure cantato qualche canzone e fatto perfino una danza di gioia”, sono le parole riportate dalla BBC.

“Non c’è stata nessuna altra nazionale con cui abbiamo dovuto occuparci tanto quanto con l’Iran”, ha detto Mullin. A causa dei rigidi limiti dei visti, l’Iran è potuto entrare negli Stati Uniti solo il giorno prima delle prime due partite e ha dovuto ripartire lo stesso giorno delle gare. Solo per l’ultima partita del girone a Seattle le restrizioni sono state leggermente allentate, permettendo l’arrivo con due giorni di anticipo, ma la squadra ha comunque dovuto fare ritorno a Tijuana subito dopo il match.

L’allenatore Ghalenoei ha criticato duramente l’organizzazione: “Gli Stati Uniti, co-organizzatori del Mondiale insieme a Canada e Messico, ci hanno trattati in modo molto ingiusto. Ci è stato concesso meno della metà del tempo necessario per prepararci adeguatamente”. Il capitano Mehdi Taremi gli ha fatto eco: “Questa tensione toglie tutta la bellezza della Coppa del Mondo. L’ho percepita fin dal primo momento in cui siamo arrivati”.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

TG SPORT

Articoli correlati