Melli, sfogo social contro Scala

29 Maggio 2016

“Se ci sarà la possibilità di tornare al Parma sarò felice, in caso contrario ne prenderei atto, ho altre opzioni”. Così si era espresso Alessandro Melli solo pochi giorni fa, interrogato su un possibile ritorno all’interno dei ranghi societari del club che lo ha fatto grande da calciatore (e viceversa…) e con il quale l’attaccante siciliano di nascita, ma in realtà parmigianissimo, ha pure cominciato l’attività di dirigente.
 
Ebbene, come è ormai noto da giovedì, tutto questo non avverrà, dal momento che la società ha comunicato a Melli che non esistono i presupposti per un ritorno, o meglio che Sandro non rientra nei programmi del Parma del futuro. Una decisione apparentemente senza un perché, conosciuto soltanto dai diretti interessati.
 
Sollecitato da Sportal.it, l’ex numero 7 dei tempi d’oro si è trincerato dietro un comprensibile silenzio stampa, “per ovvi motivi”, comunque spezzato domenica con un lungo sfogo sulla propria pagina facebook
 
"Buongiorno a tutti , soprattutto ai tifosi del Parma – ha esordito Melli -  volevo fare due considerazioni: la prima da tifoso, la seconda personale. Quella da tifoso riguarda la società e la dirigenza attuale. Personalmente credo che in meno di un anno di vita, sia la proprietà che la dirigenza abbiano fatto un ottimo lavoro, i risultati sono agli occhi di tutti: grande entusiasmo, 10mila abbonati, vittoria schiacciante del campionato con tutti i primati al seguito, e credetemi nulla era così scontato, anzi i dubbi erano tanti e i punti di domanda superavano di gran lunga le certezze. Personalmente credo che Marco Ferrari, Neviano Scala, Lorenzo Minotti, Andrea Galassi, Luigi Apolloni, il capitano e la sua squadra  abbiano fatto un ottimo lavoro, senza dimenticare anche l'ottimo lavoro svolto da Ppc. A me hanno sempre insegnato a giudicare il lavoro di una società in base ai risultati , e ad oggi posso solo dire che il parma 1913 è da voto 10 (…)”.
 
Finiti i complimenti, Melli ha svelato i motivi della rottura con la società:
 
"Ringrazio intanto l’immensa solidarietà verso la mia persona, molti mi chiedono quali siano stati i motivi della mia esclusione e chi me l’avrebbe comunicato, di conseguenza mi preme comunicarli io personalmente. Il colloquio è stato fatto tra me, Minotti e Galassi, e le motivazioni sono state le seguenti: intanto mi hanno chiesto scusa per le mancate promesse non mantenute fatte alla mia persona un anno fa, e di questo li ringrazio, poi il motivo principale è che non saprebbero dove collocare la mia persona in quanto a loro parere sono già strutturati sia sotto l’aspetto organizzativo, sia sotto l’aspetto della gestione del gruppo ,sia sotto l’aspetto di rappresentanza. Dunque essendo io una persona a loro dire di grande valore etico, umano, ottimo professionista, di grossa personalità, simbolo di Parma e del Parma, amato dalla piazza, rischierei di creare squilibri ad una struttura che a loro dire oggi è in pieno equilibrio. Mi è venuto da sorridere: pensavo che fossero tutte qualità positive in un curriculum lavorativo e sulle spalle di un uomo, ma si vede che mi sono perso un paio di cambiamenti generazionali".
 
Tutto sul filo dell’amarezza, ma il veleno è nella coda, anzi nel post scriptum: "P.s.: Ringrazio Lorenzo Minotti per aver avuto le palle nel comunicare il motivo delle mancate promesse, anche se non le condivido e lui lo sa, ringrazio il vice presidente Marco Ferrari e lui sa il perché. Più avanti forse arriveranno almeno le scuse personali del Presidente, ad oggi totalmente assente".
 
In attesa di eventuali repliche, i tifosi provano a farsi un'opinione, mentre l'interessato riavvolge il film per capire cosa può aver portato a tutto questo.
 
Melli ha dato al Parma 30 anni, tra giocatore cresciuto nel settore giovanile, fino al debutto in B sotto la guida di Arrigo Sacchi a 16 anni nel 1986, e poi colonna della squadra rivelazione che con Scala conquistò Serie A e Coppa Italia, sempre con Sandro a segno nelle partite-simbolo contro Reggiana e Juventus, e poi Coppa delle Coppe e Supercoppa Europea, trionfi che gli hanno permesso di giocare due partite in Nazionale, nel ’93, prima della breve e poco felice esperienza tra Sampdoria e Milan.
 
Resta quindi il mistero, che tanto male ha fatto all’interessato e ai tifosi, che sui social faticano a spiegarsi il motivo di tutto questo. Come misterioso appare il futuro: Sky potrebbe proseguire l’avventura con il Parma anche in Lega Pro (sebbene i diritti del campionato siano di Rai Sport), con in telecronaca la coppia Brunelli-Melli tanto apprezzata dai sostenitori crociati. Ma per Sandro non sarà facile ripartire. Da oggi, per lui, Parma fa inaspettatamente rima con ferita.
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