Il Bayern Monaco dichiara guerra agli agenti dei giocatori: “D’ora in poi diremo no”

Articolo di Sportal

Il presidente onorario Uli Hoeneß ha duramente accusato i procuratori dei calciatori dopo le ultime estenuanti trattative

Il Bayern Monaco si ribella agli agenti dei calciatori. Negli ultimi anni i campioni di Germania hanno dovuto condurre trattative estenuanti per il prolungamento del contratto di alcune delle loro stelle, e hanno dovuto fare i conti con le richieste esorbitanti dei rappresentanti dei giocatori, che spesso hanno bloccato o rallentato le trattativa. L’ultimo caso è la vicenda Dayot Upamecano, che ha tenuto bloccato il Bayern Monaco per mesi.

L’agente del difensore francese, Moussa Sissoko, ha richiesto e ottenuto un bonus alla firma di 20 milioni di euro per il suo assistito: è la goccia che ha fatto traboccare il vaso per Uli Hoeneß, che in una intervista a Sport Bild ha annunciato che, insieme alla dirigenza del Bayern, prenderà provvedimenti.

“Herbert Hainer, Max Eberl, Jan Dreesen, Karl-Heinz Rummenigge e io siamo d’accordo: metteremo tutta la questione degli agenti al centro della discussione”, ha dichiarato il presidente onorario del Bayern. “Non tollereremo più che siano gli agenti a decidere da soli come vanno le cose”.

Hoeneß punta il dito contro le richieste inaccettabili di alcuni agenti: “Il loro contributo è sempre più sproporzionato rispetto ai compensi che richiedono e spesso alla fine ottengono. Guadagnano decisamente troppo per quello che fanno. Alcuni di loro non vanno nemmeno oltre tre pranzi con noi”.

Il presidente onorario ha avvertito i procuratori: d’ora in poi il  Bayern Monaco sarà inflessibile. “Diremo sempre più spesso ‘no’ e non parteciperemo a questa follia. Potremmo persino dire al giocatore: ‘Se il tuo agente continua a negoziare in modo così oltraggioso, non discuteremo più del tuo futuro con noi’. Ci hanno costretti ad arrivare a questo punto”.

I giocatori del Bayern Monaco hanno tra i salari più alti d’Europa, e l’obiettivo del club tedesco è mettere un tetto alle continue richieste dei giocatori: “La parola ‘no’ si sentirà più spesso. Potremmo anche inserire uno o due agenti in una lista e dire loro che non ingaggeremo più giocatori che rappresentano. Questo sarebbe il prossimo passo”.

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