Dopo la terza sconfitta consecutiva fra campionato ed Eurolega la panchina del coach classe 1985 inizia a scottare.
Tre sconfitte consecutive, due in Eurolega inframezzate da quella in campionato a Verona, iniziano a pesare in casa Olimpia Milano, soprattutto perché arrivano in una fase della stagione nella quale il club biancorosso sperava di aver già trovato una precisa identità. Il ko a Belgrado contro il Maccabi Tel Aviv ha ulteriormente acceso i riflettori sulla squadra meneghina e sul lavoro di Peppe Poeta, che nel dopo partita non ha nascosto le difficoltà del momento e che, secondo quanto riferito da ‘La Repubblica’, sarebbe a rischio esonero.
La posizione di Poeta sarebbe, dunque, tutt’altro che inattaccabile. La dirigenza è intenzionata a sostenere il tecnico, ma la necessità di invertire rapidamente la rotta sta portando a riflessioni più profonde. In questo scenario emerge anche una pista che, fino a poche settimane fa, sarebbe sembrata difficile da immaginare. Tra i nomi accostati all’eventuale successione figura infatti quello di Ioannis Sfairopoulos, allenatore greco con una lunga esperienza internazionale e reduce dall’avventura sulla panchina della Stella Rossa Belgrado.
Classe 1967, Sfairopoulos vanta in bacheca due titoli greci con l’Olympiacos, tre in Israele (cui vanno aggiunte una coppa nazionale e una coppa di Lega) con il Maccabi Tel Aviv e una Lega Adriatica vinta con la Stella Rossa, con cui ha trionfato anche in due edizioni della Coppa di Serbia. Il tecnico greco ha anche allenato PAOK, Kolossos Rodi e Panionios, oltre ad essere stato vice della nazionale greca e del CSKA Mosca.
Tornando a Poeta, quest’ultimo ha parlato apertamente di un processo di costruzione ancora incompleto, ammettendo come i tempi per amalgamare il nuovo gruppo si stiano rivelando più lunghi del previsto. Parole che testimoniano realismo, ma che al tempo stesso fotografano una situazione delicata per una società abituata a inseguire obiettivi ambiziosi sia in campionato sia sul palcoscenico europeo.
La sconfitta contro il Maccabi ha evidenziato ancora una volta alcuni problemi già emersi nelle ultime settimane: Milano ha alternato buoni momenti a lunghi passaggi a vuoto, mostrando poca continuità nell’arco dei quaranta minuti e faticando a trovare riferimenti sicuri nei momenti decisivi della gara. Aspetti che inevitabilmente alimentano interrogativi sul percorso intrapreso.
Al momento non risultano decisioni imminenti, ma il clima attorno all’Olimpia è inevitabilmente cambiato. Le prossime partite, contro Treviso in campionato, Real Madrid e Dubai in Eurolega, potrebbero rivelarsi decisive per allontanare le voci e restituire serenità all’ambiente. In caso contrario, l’ipotesi di un cambio in panchina rischia di trasformarsi da semplice indiscrezione a possibilità concreta.