"Ho accettato di giocare in una categoria inferiore perché l'obiettivo è risalire immediatamente e, successivamente, provare ad andare ancora più su" sottolinea la guardia.
Samuele Adami, guardia della Pallacanestro Monza, è una delle frecce all’arco di coach Nicola Castagna. Cresciuto cestisticamente nel territorio, Adami ha deciso di sposare il nuovo progetto accettando anche di scendere di categoria. La ragione è semplice: provare a vincere subito e iniziare una scalata che possa portare la squadra sempre più in alto. Sportal.it lo ha intervistato in esclusiva.
Quanto è importante per te ripartire da una società così ambiziosa?
“È importantissimo. Quando mi è stato presentato il progetto ho subito capito che si trattava di una società molto seria e ci ho creduto. Inoltre rappresenta la città nella quale sono cresciuto e l’obiettivo è proprio quello di riuscire a portare Monza il più in alto possibile”.
Dove hai cominciato a giocare e come si è sviluppata la tua carriera fino a oggi?
“Ho cominciato alla Gerardiana Monza, poi sono andato per un anno ad Agrate e successivamente a Bernareggio, dove sono rimasto per nove anni e ho avuto anche qualche esperienza in B1. In seguito sono sceso in Serie C a Bottanuco”.
Hai quindi accettato di scendere ulteriormente di categoria. Cosa ti ha convinto a fare questa scelta?
“Ho accettato di giocare in una categoria inferiore perché l’obiettivo è risalire immediatamente e, successivamente, provare ad andare ancora più in alto”.
La società non si è nascosta e ha dichiarato apertamente di voler vincere il campionato. Sentite questa responsabilità?
“Assolutamente sì. La promozione è l’obiettivo che dobbiamo raggiungere. Dobbiamo vincere il campionato ed è ciò per cui lavoreremo e ci impegneremo ogni giorno insieme in palestra. Ci sono chiaramente anche altre squadre forti e quindi non sarà per niente facile. Penso, per esempio, a Busnago, che ha costruito a sua volta una squadra per provare a salire subito. Ma il nostro obiettivo è chiaro e dobbiamo fare di tutto per raggiungerlo”.
Avere in squadra un giocatore come Omar Dieng cosa significa?
“È ancora giovane, ma è un giocatore formidabile. Lo si capisce immediatamente vedendolo in campo e credo che in questa categoria possa fare ancora maggiormente la differenza, per le scelte che fa, per il suo atteggiamento e per quanto riesce a spostare gli equilibri. Secondo me sarà un giocatore fondamentale ed è anche piacevolissimo giocare insieme a lui”.