La situazione legata al conflitto in Medio Oriente e al contesto internazionale impone ancora lo spostamento delle partite interne fuori da Israele, come già avvenuto nelle ultime stagioni.
Il Maccabi Tel Aviv, con il supporto dei cugini dell’Hapoel, prova a riportare l’Eurolega in Israele, ma per il momento non ci sono le condizioni per il ritorno delle partite. Il club israeliano ha fatto il punto sulla situazione dopo l’incontro di sabato con i vertici della competizione, confermando che le gare casalinghe continueranno a essere disputate fuori dal Paese.
Il presidente del Maccabi Shimon Mizrahi e il direttore sportivo Claudio Coldebella hanno incontrato ad Abu Dhabi il CEO di Eurolega Chus Bueno e il direttore delle competizioni Diego Guijón. Al centro del confronto c’era la possibilità di consentire alle tre formazioni israeliane impegnate nelle competizioni europee di tornare a giocare in casa: Maccabi Tel Aviv e Hapoel Tel Aviv in Eurolega, Hapoel Gerusalemme in Eurocup.
Il vertice, però, non ha prodotto cambiamenti immediati. La situazione legata al conflitto in Medio Oriente e al contesto internazionale impone ancora lo spostamento delle partite interne fuori da Israele, come già avvenuto nelle ultime stagioni.
Un nuovo passaggio è comunque previsto a breve. Bueno e Guijón dovrebbero recarsi in Israele nelle prossime due settimane, su invito del Maccabi, per effettuare una visita e valutare direttamente la situazione. Un appuntamento che potrebbe rappresentare un ulteriore passo nel percorso verso un possibile ritorno delle competizioni nel Paese, senza che al momento siano state prese decisioni in questo senso.
Fino a nuove disposizioni, dunque, tutto resta invariato: il Maccabi Tel Aviv continuerà a disputare le proprie gare casalinghe a Belgrado, mentre l’Hapoel Tel Aviv giocherà a Sofia: due trasferte meno faticose per Olimpia e Virtus e molto meno rischiose.