Trieste-Markel Brown: parla l’agente, fumata che più nera non si può

Articolo di Aldo Seghedoni

La situazione legata a Markel Brown è arrivata a una svolta dopo settimane di tensioni. L’entourage del giocatore ha infatti deciso di rompere il silenzio e di fornire pubblicamente la propria versione dei fatti, contestando quanto emerso finora dalle dichiarazioni della Pallacanestro Trieste e del general manager Michael Arcieri.

A prendere posizione è stato Brian Jungreis, agente dell’esterno americano, che in un’intervista a Il Piccolo ha definito “sconcertante” la situazione venutasi a creare e ha voluto chiarire il punto di vista del suo assistito.

Secondo Jungreis, nelle ultime settimane sarebbe emersa soprattutto la versione della società: “Gran parte della narrazione mediatica, sia a livello locale che nazionale, proviene principalmente dalla parte della società. Volevo fornire un punto di vista diverso. Sebbene Markel sia ancora sotto contratto, data la situazione attuale e il modo in cui è stata gestita, non abbiamo intenzione di farlo tornare a Trieste in questa stagione”.

Una presa di posizione netta che sembra allontanare ulteriormente la possibilità di rivedere Brown con la maglia di Trieste nel corso della stagione.

La rottura appare tanto più clamorosa se si considera il clima di fiducia che aveva caratterizzato i mesi precedenti. Brown era stato rinnovato tra i primissimi, insieme a Candussi, Ruzzier e Deangeli, e lo stesso coach Francesco Taccetti, al momento dell’annuncio del proprio rinnovo, lo aveva citato esplicitamente come uno dei pilastri su cui costruire la nuova stagione. Parole che oggi suonano come un contrasto stridente con la realtà dei fatti.

I segnali di una possibile frattura erano in realtà emersi già in estate. A inizio luglio sia la Pallacanestro Cantù — nell’ambito del nuovo progetto tecnico guidato da coach Frank Vitucci — sia l’APU Old Wild West Udine avevano sondato il terreno per Brown, individuandolo come rinforzo ideale per il reparto esterni. In entrambi i casi, però, le trattative si erano arenate di fronte al contratto in essere con Trieste e a una richiesta di adeguamento dell’ingaggio ritenuta non sostenibile.

 

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

TG SPORT

Articoli correlati