Il basket è in lutto per Alessio Giovo, gigante buono che giocò anche in A2

Articolo di Aldo Seghedoni

Lutto nel mondo della pallacanestro per la scomparsa di Alessio Giovo, venuto a mancare  all’età di 51 anni dopo una lunga lotta contro la malattia. Una notizia che ha suscitato profondo cordoglio nei tanti ambienti cestistici italiani che lo avevano conosciuto e apprezzato nel corso della sua carriera.

Classe 1975, cresciuto cestisticamente nella Polisportiva Città Futura, Giovo è stato per anni uno dei protagonisti del basket romano e laziale, prima di intraprendere un percorso che lo avrebbe portato a giocare in diverse regioni italiane.

Ala-pivot di 2,08 metri, dotato di una struttura fisica imponente, ha costruito la propria carriera soprattutto tra Serie B e C, vestendo, tra le altre, le maglie di Olbia, Ragusa, Pozzuoli, Monza, Pistoia, Canicattì e Gioia Tauro. Il punto più alto arrivò con la Sicc Jesi, con cui disputò il campionato di Serie A2.

Giovo giocò a lungo nel Sud Italia, lasciando tracce importanti in Sicilia, Sardegna, Campania e Calabria. Un percorso fatto di molte squadre e altrettanti rapporti umani, costruiti grazie a un carattere solare e a una naturale capacità di inserirsi nel gruppo.

Particolarmente vivo è il suo ricordo a Gioia Tauro, dove la sua esperienza con la Cestistica Gioiese fu breve ma intensa. Arrivò in Calabria con un bagaglio tecnico e umano importante e con l’immagine di un giocatore fuori categoria: 2,08 metri, grande presenza fisica e gli inconfondibili lunghi capelli rossi raccolti.

Ad allenarlo fu Danilo Chiarella, mentre l’allora direttore sportivo Gaetano Condello organizzò una conferenza stampa al Palazzo della Provincia per presentarlo ufficialmente. Il suo arrivo suscitò grande attesa: Giovo veniva considerato un vero e proprio “totem” sotto canestro, un lungo esperto capace di mettere qualità, fisicità e leadership al servizio della squadra.

La condizione fisica, tuttavia, ne limitò la permanenza a Gioia Tauro e poco tempo dopo lasciò la squadra. Il legame con il territorio, però, andò ben oltre quell’esperienza sportiva. Nella Piana strinse numerose amicizie e lasciò il ricordo di una persona disponibile e benvoluta, dentro e fuori dal parquet.

Anche Pistoia ha ricordato il lungo romano, che aveva indossato la maglia biancorossa per una stagione nel campionato di Serie B d’Eccellenza. Il Pistoia Basket ha espresso il proprio cordoglio e la vicinanza alla famiglia e alle persone a lui care.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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