Pallacanestro Cantù

Aggiornato Lun 26 Ott 2026 alle 10:11

Le ultime notizie sulla Pallacanestro Cantù raccontano di un avvio di stagione molto complicato. Dopo la netta sconfitta di Trieste, i brianzoli sono ancora alla ricerca della prima vittoria in campionato e attorno alla squadra di Frank Vitucci cresce l’allarme. Tra tifosi delusi, novità sul roster e un calendario che non concede tregua, il quadro è quello di una piazza che si interroga sul proprio futuro.

Dopo Trieste esplode la rabbia dei tifosi

Il campanello d’allarme è suonato forte il 18 ottobre. La sfida del PalaTrieste era un vero scontro diretto tra due squadre ancora a secco di punti, ma Cantù è uscita strapazzata. Nella conferenza stampa del dopopartita, Vitucci ha ammesso le difficoltà: «È stata una brutta partita, soprattutto nel secondo tempo. Abbiamo subito troppo l’iniziativa e la veemenza offensiva dei nostri avversari». Il tecnico ha parlato di «riflessioni approfondite» necessarie per far reagire il gruppo, che deve affrontare ogni possesso con la massima responsabilità.

Sui social il clima è diventato incandescente. Nei commenti su Facebook la parola che a Cantù nessuno vorrebbe pronunciare, retrocessione, compare ormai con insistenza. C’è chi invita a «preoccuparsi seriamente» e chi, più drastico, parla già di prepararsi alla Serie A2. Il bersaglio principale delle critiche è l’allenatore: i tifosi lo accusano di non aver dato un’identità alla squadra e di non aver prodotto miglioramenti. Qualcuno ne chiede l’esonero, altri puntano il dito contro la costruzione del roster, giudicata fatta «al risparmio». In mezzo a tanta contestazione, sono pochi i giocatori salvati, e tra questi spiccano Olisevicius e Flagg.

Il sentimento prevalente, dunque, è quello dell’allarme. A pesare è anche il peso della storia: per una società che ha scritto pagine importanti della pallacanestro italiana ed europea, il timore di un ritorno in A2 è particolarmente doloroso.

Un inizio in salita: dal precampionato a Udine

Le difficoltà non sono arrivate all’improvviso. Il precampionato si era chiuso con sei sconfitte consecutive, l’ultima contro la Reggiana nel Trofeo Degli Angeli, e già a settembre Vitucci aveva parlato di un avvio «traballante» dal punto di vista dei risultati. In campionato la prima giornata ha visto il ko di Venezia (85-73), poi è arrivato il passo falso più bruciante al PalaDesio contro Udine. I friulani hanno vinto 85-84 dopo un tempo supplementare, con Calzavara che a 2 secondi e 3 decimi dalla fine ha firmato il canestro decisivo in penetrazione. L’ultima palla, nelle mani di Christon, è stata sprecata. Lo stesso Calzavara ha spiegato che Udine aveva preparato la scelta di attaccare proprio Christon.

Poi è arrivata la sconfitta casalinga con Napoli, 99-80, mentre il Giudice Sportivo ha inflitto alla società una multa da 1.200 euro per le offese collettive e frequenti del pubblico agli arbitri e alla Lega. Nel frattempo si è aggiunto anche l’infortunio al giovane Simone Ventura, una lesione di primo grado al soleo della gamba sinistra, che ha costretto Vitucci a rinunciare a uno dei pochi giocatori in buona forma contro Napoli.

Restano distanti le parole d’agosto. Alla vigilia della stagione il tecnico aveva previsto un campionato più difficile, con un gruppo di squadre competitive più ampio e budget in crescita, indicando come traguardo realistico quello di non stare troppo nelle zone basse della classifica. Il club, del resto, in estate aveva rinnovato profondamente la rosa: dei protagonisti della passata stagione erano rimasti soltanto Moraschini e Okeke.

Roster in movimento: le novità di mercato

Le novità più recenti riguardano proprio la squadra. Il 14 ottobre la società ha ufficializzato l’arrivo di Osvaldas Olisevicius, ala lituana classe 1993 con trascorsi a Reggio Emilia e Treviso, chiamata a prendere il posto di Isaiah Miles, che aveva offerto un rendimento sotto le attese. Il general manager Simone Giofré ha parlato di un’opportunità colta sul mercato per rinforzare l’organico. Il suo debutto a Trieste ha portato qualche segnale positivo, almeno a giudicare dai commenti dei sostenitori.

Resta poi aperto il capitolo Hassani Gravett. Già a metà settembre si parlava di una separazione sempre più probabile e, dopo il duro confronto con Vitucci durante la partita con Udine, che non lo ha più rimandato in campo, il taglio è sembrato a un passo. Nell’ultima fase, tra l’altro, la dirigenza era stata descritta pronta a valutare altri interventi sull’organico, «e non soltanto» sul giocatore statunitense.

Dallo spogliatoio arriva intanto un messaggio di fiducia. Chad Brown, alla vigilia di Trieste, ha ammesso la frustrazione per l’assenza di vittorie ma si è detto convinto che «siamo una buona squadra» e che servirà restare costanti per quaranta minuti: nelle prime gare, ha spiegato, Cantù è sempre rimasta dentro la partita, ma alcuni momenti sono costati caro. Il test è tutto qui: trasformare la fiducia del gruppo in risultati prima che la pressione dell’ambiente diventi insostenibile. L’obiettivo di una salvezza anticipata, dichiarato in estate, oggi appare lontano, e in vista dell’esordio della nuova Cantù Arena, previsto a febbraio, la squadra ha bisogno di una svolta.