Indipendentemente dagli sviluppi, la separazione tra il playmaker, già visto in Italia con Pistoia, Cremona e Udine, e la Pallacanestro Cantù appare ormai lo scenario più probabile.
Semaj Christon avrà tempo fino al pomeriggio di oggi per presentare la richiesta di controanalisi dopo l’esito del controllo antidoping. Qualora decidesse di procedere, potrebbero trascorrere fino a sei settimane, salvo ulteriori rallentamenti burocratici, prima di avere un quadro più chiaro della situazione. Resta comunque aperta, seppur remota, la possibilità che i nuovi accertamenti scagionino il giocatore. L’altra strada sarebbe quella di rinunciare alle controanalisi, una scelta che consentirebbe di abbreviare sensibilmente i tempi della vicenda.
Indipendentemente dagli sviluppi, la separazione tra il playmaker, già visto in Italia con Pistoia, Cremona e Udine, e la Pallacanestro Cantù appare ormai lo scenario più probabile. La società brianzola si è infatti già attivata sul mercato per individuare un nuovo regista. Una decisione particolarmente delicata, considerando anche il precedente della scorsa stagione, quando a gennaio Chris Chiozza prese il posto di Jacob Gilyard senza riuscire a cambiare in maniera significativa il rendimento della squadra. Questa volta, però, il margine d’errore è ancora più ridotto: con zero punti in classifica e sei sconfitte consecutive, Cantù non può permettersi di sbagliare la scelta del sostituto.
Il caso era esploso lo scorso 2 novembre, a poche ore dal derby di Desio con l’Olimpia Milano, quando il club aveva comunicato di aver ricevuto la notifica dell’esito avverso al controllo effettuato dopo la gara dell’11 ottobre contro Napoli. “La società si riserva ogni valutazione e provvedimento non appena avrà a disposizione tutti gli elementi necessari per fare chiarezza sull’episodio e resta a disposizione delle competenti autorità sportive e antidoping”, si leggeva nella nota. Christon, 33enne di Cincinnati, era stato ufficializzato a giugno dopo il tentativo di conferma da parte della APU Udine ed era stato scelto come uno dei riferimenti della nuova Cantù, tanto da ricevere i gradi di co-capitano al fianco di Riccardo Moraschini.
Il suo avvio di stagione, però, non era stato quello sperato. Il precampionato si era chiuso con sei sconfitte in altrettante gare ed era stato preceduto a fine agosto da una frattura delle ossa nasali rimediata durante uno scrimmage a Tortona, che aveva richiesto un intervento all’Humanitas di Rozzano e l’utilizzo di una maschera protettiva. Già alla fine di ottobre, dopo la contestazione degli Eagles, il suo nome era finito tra quelli sotto osservazione da parte della dirigenza, che si aspettava più leadership e continuità.
Sul fronte del mercato, i nomi che circolano sono diversi. Secondo la Provincia di Como, Cantù starebbe valutando il ritorno di Erick Green, protagonista della salvezza della passata stagione e oggi alla Reyer Venezia con un contratto a gettone che prevede una clausola d’uscita con scadenza fissata al 19 novembre. La concorrenza però è forte: Venezia può offrire un adeguamento dell’ingaggio e l’impegno in EuroCup, e lo stesso Green sarebbe orientato a restare in laguna, nonostante l’interesse arrivato dalla Turchia.
Oltre al reparto dei play, la dirigenza guarda anche sotto canestro. Secondo La Nuova, sul taccuino del club sarebbe finito Chris Horton, centro statunitense classe 1994, 203 centimetri, già protagonista in Italia con Trapani e Reyer Venezia e oggi in Turchia all’Aliaga Petkimspor. Nell’ultima stagione in Sicilia aveva chiuso con 9.9 punti, 6.2 rimbalzi e 16.1 di valutazione di media, trascinando la squadra fino alla semifinale scudetto. Un profilo di esperienza che si inserirebbe in una fase complicata per la squadra di coach Frank Vitucci, rinforzata nei giorni scorsi da Osvaldas Olisevicius ma ancora ferma a zero punti dopo la sconfitta nel derby numero 175 contro Milano.