Imbarazzante 18 su 37, Mario Fioretti ha il latte alle ginocchia: “Mai vista una cosa del genere a questi livelli”

Articolo di Flavio Brambilla

Due ore e mezza di battaglia, una rimonta completata sulla sirena dei tempi regolamentari e un finale che lascia soltanto amarezza in casa Bertram.

Due ore e mezza di battaglia, una rimonta completata sulla sirena dei tempi regolamentari e un finale che lascia soltanto amarezza. La Bertram Derthona Tortona sfiora il colpo esterno sul parquet del Cedevita Olimpija Lubiana, ma deve arrendersi per 73-71 al termine di una sfida combattuta e ricca di colpi di scena. I bianconeri riescono a trascinare la partita ai supplementari con un’autentica impresa negli ultimi istanti del quarto periodo, salvo poi pagare a caro prezzo i troppi errori dalla lunetta (18 su 37, Maddox il più impreciso con 3 su 8) e un epilogo che premia i padroni di casa sloveni.

All’Arena Stožice sfuma così l’occasione di conquistare la prima vittoria in trasferta della stagione e di compiere un passo importante verso i playoff del Girone A della BKT Eurocup. Per la formazione piemontese resta il rammarico di aver accarezzato più volte il successo senza riuscire a concretizzarlo. Dopo sei giornate di regular season, il bilancio europeo dei bianconeri torna dunque in perfetto equilibrio, con tre vittorie e altrettante sconfitte.

“Una partita combattuta, sembrava che fossimo in controllo della partita quando siamo andati in doppia cifra di vantaggio nel terzo quarto, invece poi siamo andati giù a causa di parecchie sciocchezze nel periodo finale. Siamo comunque tornati sotto, siamo riusciti a mandare la gara al supplementare, ma anche nell’overtime altre sciocchezze ci hanno punito”.

“Ovviamente il nostro tagliafuori difensivo non è stato all’altezza, non è quasi nemmeno da menzionare la nostra prestazione ai tiri liberi, a questi livelli tirare con meno del 50% dalla lunetta io non l’ho mai visto”

Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.

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