Si è conclusa una delle vicende più antipatiche dell'estate del basket mercato.
Giù il sipario su una delle vicende più antipatiche dell’estate del basket mercato. “Pallacanestro Trieste comunica di aver raggiunto un accordo per la risoluzione consensuale del rapporto con Markel Brown. Il Club desidera ringraziare Markel per il prezioso contributo offerto in queste due stagioni, dentro e fuori dal campo, e per l’importante ruolo ricoperto nel percorso che ha portato la squadra ai Playoff, alla Coppa Italia e al tanto atteso ritorno nelle competizioni europee. A Markel vanno i migliori auguri per il prosieguo della sua carriera e per il futuro” fa sapere il sodalizio giuliano.
Una conclusione che mette fine a settimane di tensioni e dichiarazioni pubbliche. A far deflagrare definitivamente la situazione era stata la decisione di Brown di non presentarsi al raduno fissato per il 19 agosto, comunicata unilateralmente a pochi giorni dalla data stabilita. Una scelta che aveva colto di sorpresa la società, tanto più che l’americano era stato rinnovato tra i primissimi, insieme a Candussi, Ruzzier e Deangeli, ed era considerato uno dei pilastri del progetto tecnico. Lo stesso coach Francesco Taccetti, al momento dell’annuncio del proprio rinnovo, lo aveva citato esplicitamente: “Sono felicissimo di ritrovare ragazzi di assoluto valore: il nostro Capitano Lodo, Ruz, Candu e il co-capitano Markel. Di loro mi fido ciecamente, in primis per lo spessore umano che hanno sempre dimostrato nello spogliatoio”.
La trattativa per la risoluzione si era rivelata tutt’altro che semplice. Secondo quanto emerso nelle scorse settimane, il general manager Michael Arcieri aveva stabilito una sanzione di 5.000 dollari per ogni giorno di assenza, chiedendo inoltre 200 mila dollari per concedere al giocatore la possibilità di liberarsi dal contratto: una cifra molto distante dai 60-70 mila dollari che l’entourage di Brown era disposto a versare. A inasprire ulteriormente il clima aveva contribuito la rottura sul piano personale tra Arcieri e il giocatore, considerato dal dirigente uno dei suoi uomini di riferimento: ancora il primo agosto, durante un colloquio, i due avevano concordato di ritrovarsi regolarmente a Trieste.
A rompere il silenzio dalla parte del giocatore era stato il suo agente, Brian Jungreis, che in un’intervista a Il Piccolo aveva definito “sconcertante” la situazione venutasi a creare: “Gran parte della narrazione mediatica, sia a livello locale che nazionale, proviene principalmente dalla parte della società. Volevo fornire un punto di vista diverso. Sebbene Markel sia ancora sotto contratto, data la situazione attuale e il modo in cui è stata gestita, non abbiamo intenzione di farlo tornare a Trieste in questa stagione”. Parole che avevano di fatto certificato l’impossibilità di qualsiasi ricucitura.
I segnali di una possibile frattura erano in realtà emersi già in estate. A inizio luglio sia la Pallacanestro Cantù — nell’ambito del nuovo progetto tecnico guidato da coach Frank Vitucci — sia l’APU Old Wild West Udine avevano sondato il terreno per Brown, individuandolo come rinforzo ideale per il reparto esterni. In entrambi i casi, però, le trattative si erano arenate di fronte al contratto in essere con Trieste e a una richiesta di adeguamento dell’ingaggio ritenuta non sostenibile.
Brown aveva vestito la maglia biancorossa per due stagioni, arrivando nell’estate del 2024 dopo la storica avventura con la GeVi Napoli, con cui aveva conquistato la Coppa Italia. Nella sua ultima stagione in Serie A aveva viaggiato a una media di 11,1 punti, 3,8 rimbalzi e 2,7 assist, salendo a 12,2 punti, 3,6 rimbalzi e 3,7 assist di media in Basketball Champions League. Numeri che ne avevano fatto uno dei punti fermi del settimo posto finale e della cavalcata playoff contro Brescia. Ora per lui si apre un nuovo capitolo, con Trieste che dovrà invece voltare pagina e trovare sul mercato chi ne raccoglierà l’eredità.