Paul Matiasic, Trieste ribolle: arriva la precisazione di Gianluca Mauro

Articolo di Marco Enzo Venturini

Mentre l'avventura della Maxima Roma prende ufficialmente il via, a Trieste si attende di conoscere il futuro del club: Mauro replica a Matiasic.

Mentre Paul Matiasic ha ufficialmente inaugurato l’avventura della Maxima Roma, Trieste ribolle. E lo fa tramite Gianluca Mauro, che in un comunicato stampa ha fatto il punto sulla situazione dei giuliani anche rispetto alla nuova proprietà del club. Che, secondo quanto confermato anche dalla redazione Rai del Friuli-Venezia Giulia, dovrebbe vedere in sella un fondo di investimenti americano, con l’ex giocatore di football Conor Barwin nel ruolo di nuovo presidente.

“In merito alla nota diffusa da Pallacanestro Trieste riguardante il passaggio di proprietà a un fondo estero, ritengo doveroso fornire un chiarimento nei confronti della città e dei tifosi”, afferma Mauro.

“Ho presentato una manifestazione d’interesse concreta e strutturata per rilevare Pallacanestro Trieste 2004 S.r.l. Si è trattato di una proposta basata su un impegno finanziario reale, non improvvisata, con capitali già individuati e disponibili per la partecipazione al campionato di Serie A – si legge ancora nella nota di Mauro -. Per tale operazione, mi sono avvalso della consulenza professionale dello Studio Usoni & Partners e dell’Avvocato Maurizio Miculan: professionisti di comprovata serietà, posti a presidio del progetto proprio per certificarne la solidità e la natura non speculativa”.

“Parallelamente – insiste Mauro -, avevo avviato interlocuzioni con altre realtà per attivare strumenti di sviluppo a beneficio non solo della parte sportiva, ma dell’intero territorio. L’obiettivo è sempre stato esplicito e dichiarato: un progetto per la città, sostenibile nel tempo e radicato nel tessuto locale, che evitasse di poggiarsi esclusivamente sui risultati della prima squadra, modello che la storia recente del professionismo sportivo ha dimostrato non essere sostenibile. A tale manifestazione d’interesse non è seguito alcun riscontro. Nessuna risposta formale, né alcun confronto nel merito, sebbene mi sia dichiarato più volte disponibile a discutere di obiettivi potenzialmente comuni”.

Prendo atto della cessione delle quote a un fondo estero e auguro ai dirigenti riconfermati un buono e sereno lavoro. Resto convinto che Trieste meriti un progetto sportivo solido, trasparente e ancorato al proprio territorio. Per questo confermo, oggi come allora, la mia piena disponibilità al confronto. La porta resta aperta: qualora vi fosse la reale volontà di costruire qualcosa di serio e duraturo per la pallacanestro a Trieste, siamo pronti a sederci al tavolo e a fare la nostra parte…perché “LA GENTE COME NOI NON MOLLA MAI”, sono le parole con cui si conclude la nota di Mauro.

Il contesto in cui si inserisce la voce di Mauro è quello di una Pallacanestro Trieste che nelle ultime settimane ha vissuto momenti di grande turbolenza. Matiasic, prima di concentrarsi sul progetto romano, aveva mantenuto aperta l’opzione di un trasferimento del titolo sportivo di Trieste a Roma nell’ambito del suo Cotogna Sports Group, salvo poi fare un passo indietro cedendo le proprie quote a un fondo statunitense che, insieme agli attuali soci, controlla ora il 99% della società giuliana. Una mossa che ha di fatto scongiurato lo spettro del trasferimento del club, ma che ha aperto la strada a una nuova fase di incertezza sulla governance del club biancorosso.

Non va dimenticato, peraltro, che la questione societaria si intreccia con un nodo ancora irrisolto sul fronte infrastrutturale. Nelle scorse settimane la Pallacanestro Trieste aveva comunicato la propria scelta di non partecipare alla gara per la concessione del PalaRubini, motivando la decisione con le condizioni economiche e gestionali fissate nel bando, ritenute non sostenibili. Il club aveva contestualmente richiesto un nuovo incontro urgente con le autorità locali, dichiarandosi impegnato nella ricerca di sponsor e nuovi investitori come elemento essenziale per perfezionare l’iscrizione al prossimo campionato di Serie A.

La mobilitazione popolare che aveva accompagnato le settimane più calde della vicenda aveva peraltro già dimostrato quanto la città tenga al proprio club: i tifosi biancorossi erano scesi in campo con manifesti affissi in diversi quartieri e una petizione online che aveva raccolto migliaia di firme, con lo slogan “Tutto questo non può finire” diventato il simbolo della resistenza della piazza giuliana. Anche il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga aveva preso posizione, dichiarando di voler fare chiarezza sulla situazione e auspicando “una via d’uscita che riesca a mettere assieme tutte le esigenze”.

La figura di Gianluca Mauro, dal canto suo, non è nuova alle vicende del club giuliano. Fu proprio lui, come ricordato dallo stesso club in una nota del 2019, ad avere “la visione e la strategia che hanno creato le condizioni per riportare e confermare la Pallacanestro Trieste in Serie A”. Un curriculum che conferisce un peso specifico non trascurabile alle sue parole odierne e che rende la sua manifestazione d’interesse tutt’altro che una mossa improvvisata, come lui stesso tiene a sottolineare.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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