"Alcune dichiarazioni mi hanno lasciato perplesso e voglio chiarire subito la situazione a chi pensa di arrivare a Roma con accordi già decisi" dice Pasqualini.
Il messaggio è chiaro e netto. “La Virtus Roma non diventerà mai una società satellite né di Trieste né di Cremona. Alcune dichiarazioni mi hanno lasciato perplesso e voglio chiarire subito la situazione a chi pensa di arrivare a Roma con accordi già decisi. Ognuno segua la propria strada, ma la Virtus Roma manterrà sempre la propria identità”. Il presidente della società capitolina, Massimiliano Pasqualini, è stato perentorio.
“Questa società rappresenta molto più di una semplice squadra di basket: è parte della storia della città e da oltre sessant’anni porta con orgoglio il nome di Roma sui parquet italiani. Non siamo un progetto temporaneo, ma una realtà seria, costruita per durare nel tempo e per dare continuità alla città e ai suoi tifosi” ha aggiunto.
Le parole di Pasqualini arrivano in un contesto particolarmente agitato per la pallacanestro romana e nazionale. A scatenare le polemiche erano state alcune dichiarazioni di Valerio Bianchini – leggenda della panchina capitolina, con cui vinse lo scudetto nel 1982-83 e la Coppa dei Campioni nella stagione successiva – che aveva auspicato una promozione della Virtus Roma 1960 per farne “una squadra di sviluppo dove mandare i giocatori a maturare un anno”. Frasi che non sono piaciute né alla dirigenza né al tifo storico virtussino, che rigetta con forza qualsiasi ipotesi di ruolo ancillare nel panorama cestistico italiano.
Sul fronte societario, Pasqualini ha già anticipato le mosse future del club: “Stiamo per annunciare l’ingresso di un importante socio straniero e di un progetto che vuole riportare la Virtus in Serie A a breve, là dove le compete. Il resto non è sport, ma una compravendita lontana dalla tradizione e dallo spirito di appartenenza che stiamo provando a far rinascere a Roma”. Un segnale chiaro di come la società intenda costruire il proprio futuro in piena autonomia, senza dipendere dalle dinamiche legate ai trasferimenti di titoli sportivi che stanno ridisegnando la mappa del basket italiano.