Virtus Roma
Aggiornato Ven 22 Mag 2026 alle 11:56Le ultime notizie sulla Virtus Roma raccontano di un club in fermento, deciso a riaffermare la propria identità in un panorama cestistico italiano sempre più agitato da trasferimenti di titoli sportivi e da scenari inediti come l’arrivo di franchigie NBA in Europa. Il presidente Massimiliano Pasqualini si è fatto portavoce di una posizione netta e senza ambiguità, respingendo con forza qualsiasi ipotesi che vorrebbe la società capitolina ridotta a ruolo ancillare di altri club.
Niente satellite: la Virtus Roma rivendica la propria autonomia
Il messaggio di Pasqualini è arrivato chiaro e diretto, come risposta alle dichiarazioni di Valerio Bianchini che aveva scatenato polemiche auspicando una promozione della Virtus Roma 1960 per farne “una squadra di sviluppo dove mandare i giocatori a maturare un anno”. Parole che non sono piaciute né alla dirigenza né al tifo storico virtussino. “La Virtus Roma non diventerà mai una società satellite né di Trieste né di Cremona” ha tuonato il presidente, aggiungendo che “alcune dichiarazioni mi hanno lasciato perplesso e voglio chiarire subito la situazione a chi pensa di arrivare a Roma con accordi già decisi”.
La presa di posizione si inserisce in un contesto più ampio: la Vanoli Cremona ha ceduto il proprio titolo sportivo a investitori stranieri che intendono portare la franchigia nella Capitale, mentre si discute dell’eventuale arrivo di altre realtà di alto livello a Roma. Uno scenario che il presidente della Virtus ha voluto affrontare a viso aperto, rivendicando il peso storico del club: “Questa società rappresenta molto più di una semplice squadra di basket: è parte della storia della città e da oltre sessant’anni porta con orgoglio il nome di Roma sui parquet italiani”.
Bianchini, leggenda della panchina capitolina con cui vinse lo scudetto nel 1982-83 e la Coppa dei Campioni nella stagione successiva, non è nuovo a uscite pubbliche che accendono gli animi. Nelle settimane precedenti aveva già fatto discutere paragonando ironicamente l’arrivo del basket a Roma al “ratto delle Sabine”, e aveva difeso il meccanismo dei trasferimenti di franchigie, scatenando la reazione furibonda dei tifosi di Trieste. Un personaggio divisivo, il cui affetto per Roma non è in discussione, ma le cui parole continuano a sollevare polemiche.
Un socio straniero e il sogno della Serie A
Sul fronte societario, le ultime novità parlano di un progetto ambizioso. Pasqualini ha anticipato l’ingresso imminente di un importante socio straniero, con l’obiettivo dichiarato di riportare la Virtus Roma 1960 in Serie A nel breve periodo. “Stiamo per annunciare l’ingresso di un importante socio straniero e di un progetto che vuole riportare la Virtus in Serie A a breve, là dove le compete. Il resto non è sport, ma una compravendita lontana dalla tradizione e dallo spirito di appartenenza che stiamo provando a far rinascere a Roma” ha dichiarato il presidente al Corriere della Sera.
La squadra sta attualmente disputando i playoff di Serie B Nazionale nella stagione 2025-2026, puntando con decisione alla promozione in Serie A2. Un percorso di risalita che affonda le radici in una storia travagliata: dopo la promozione in Serie A conquistata nell’aprile 2019, la vecchia società aveva vissuto stagioni difficili culminate nel dicembre 2020 con il ritiro dal campionato a stagione in corso, una delle pagine più dolorose del basket romano. L’attuale Pallacanestro Virtus Roma 1960 ha raccolto quell’eredità, partendo dal basso e acquisendo nel dicembre 2025 anche il marchio storico del club, completando così un processo di riappropriazione identitaria che Pasqualini vuole ora tradurre in risultati sportivi concreti.
Il quadro degli impianti rende però il tutto più complicato. Virtus e Luiss Basket condividono attualmente il PalaEur, ma nella prossima stagione l’impianto sarà disponibile soltanto per sei giornate, senza contare le ambizioni della Roma Volley femminile. Un rompicapo logistico destinato ad aggravarsi ulteriormente se a Roma dovessero davvero convivere due o addirittura tre realtà di alto livello, tra club storici e nuove franchigie in arrivo.
L’identità come valore irrinunciabile
Al di là delle questioni tattiche e logistiche, ciò che emerge con forza dalle ultime news è la dimensione identitaria della vicenda. Il tifo storico della Virtus Roma ha risposto compatto alle voci su un possibile ruolo marginale del club: “Una squadra nella nostra città c’è già e andrebbe sostenuta” è il messaggio che circola negli ambienti del tifo virtussino, in un momento in cui il dibattito sul progetto NBA Europe e sui trasferimenti di franchigie sta ridisegnando la mappa del basket italiano.
La risposta perentoria di Pasqualini riflette esattamente questo sentimento: una società che non vuole essere un progetto temporaneo, ma “una realtà seria, costruita per durare nel tempo e per dare continuità alla città e ai suoi tifosi”. Dopo anni di crisi, cessioni e ripartenze, la Virtus Roma sembra aver ritrovato una direzione chiara. Ora tocca al campo confermare le ambizioni di una piazza che, nonostante tutto, non ha mai smesso di sognare in grande.