Daniel Hackett parla chiaro sul proprio futuro

Articolo di Nicola Lama

Il capitano della Virtus Bologna ha un'idea precisa di cosa aspettarsi da questa fase della propria carriera.

Nominato capitano della Virtus Bologna, club di cui ha indossato la canotta per la prima volta nella seconda parte della stagione 2021-2022 dopo la brusca conclusione del rapporto con il CSKA Mosca, Daniel Hackett ammette di pensare a cosa potrà accadere oltre questa stagione, consapevole che il prossimo 19 dicembre compirà 39 anni. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, il figlio di Rudy non ha usato troppi giri di parole.

“Ci ho pensato e ne ho parlato con il dg Ronci quando abbiamo rinnovato – ha spiegato Hackett -. Il club mi reputa ancora in grado di dare un contributo, io non mi tiro indietro ma bisogna essere onesti con se stessi e capire il limite. Vedremo durante la stagione, sono aperto a tutto e concentrato solo sulla Virtus”.

Con le Vu Nere, Hackett ha vinto uno Scudetto, due Supercoppe italiane e una EuroCup, diventando presto uno dei simboli del club felsineo nonostante il passato nei rivali dell’Olimpia Milano, di cui vestì la divisa fra il 2013 e il 2015, prima dei sei anni e mezzo all’estero fra Olympiacos, Bamberg e CSKA Mosca.

Un trofeo che manca alla sua pur notevole bacheca è la Coppa Italia (l’unico successo, quello con Siena nel 2013, è fra quelli revocati dalla FIP al club toscano), competizione che la Virtus non vince dal lontano 2002. “La Virtus ha avuto capitani di grande carisma che hanno vinto tanti titoli, prima che sia tardi mi piacerebbe chiudere sollevando un trofeo. Magari la Coppa Italia tanto desiderata dal presidente Zanetti” ha affermato Hackett.

Insieme con la musica lo sport è sempre stato al centro dei suoi interessi. Gli piace leggere e scrivere ed è anche appassionato di cinema: il suo idolo è Quentin Tarantino e il suo film preferito è Pulp Fiction.

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