Se la Reyer Venezia si separerà con ogni probabilità da Neven Spahija, si preannuncia una rivoluzione anche per i bianconeri.
Ci sono acque agitate in Triveneto e non solo per la drammatica, sportivamente parlando, situazione della Pallacanestro Trieste. Se la Reyer Venezia, che pure è certa di giocare i playoff, si separerà con ogni probabilità da Neven Spahija, si preannuncia una rivoluzione in panchina anche per Trento, con l’addio a Massimo Cancellieri.
In laguna dovrebbe approdare un tecnico di grande esperienza (si fanno i nomi di Luca Banchi e di Ettore Messina), mentre il club bianconero, reduce da una stagione con alti e bassi, e che difficilmente sarà al via della post-season, sembra orientata ad affidarsi a un debuttante: Luca Vitali, che attualmente è nello staff del coach della Vanoli Cremona Pierluigi Brotto, è in pole position rispetto alle alternative Petteri Koponen e Ricky Fois.
Nato nel 1986 a San Giorgio di Piano, nella pianura bolognese, e cresciuto sportivamente nella palestra dell’Arcoveggio, inizialmente sotto la guida di Milli e poi di Sanguettoli, Luca Vitali ha radici profondamente legate alla Virtus Bologna, sia per passione sia per percorso sportivo. Anche il fratello Michele, più giovane di cinque anni, è cresciuto nello stesso ambiente della Porelli.
Playmaker di grande struttura fisica (201 cm), Luca approdò giovanissimo nel settore giovanile virtussino, dove condivise l’esperienza con il coetaneo Marco Belinelli. Proprio con la maglia della V nera esordì in prima squadra nella stagione 2002-2003, periodo in cui concludeva la sua esperienza anche un regista della sua stessa altezza, il francese Antoine Rigaudeau, presenza di grande valore anche solo negli allenamenti. Dopo una splendida carriera, che l’ha portato anche a indossare per ben 149 volte la canotta della Nazionale, ha lasciato il basket giocato nel 2024. E ora sembra pronto per una nuova elettrizzante avventura.