La sciatrice azzurra sta ricaricando le pile dopo la stagione agonistica
Sofia Goggia lo aveva promesso: “Staccherò completamente, mi voglio prendere un mese e mezzo per vivere la mia vita, a differenza dell’anno scorso quando avevo lavorato anche in primavera”. La sciatrice azzurra si sta godendo le vacanze per ricaricare le pile e tornare protagonista nella prossima stagione, quando punterà a ritornare dominante nella sua specialità preferita, la discesa libera.
La campionessa bergamasca sul suo profilo Instagram ha pubblicato le foto della sua vacanza-avventura nelle Filippine. Tante le immagini in bikini in spiaggia o sulla barca, oppure in villaggi remoti con lo zaino in spalla, od anche in canoa in baie splendide.
“Mare verde cristallino super caratteristico – ha scritto Sofia -, riso e pesce a ogni pasto, posti incredibili, partire per un viaggio con avventure nel mondo sapendo che lo condividerai con persone che non conosci, persone che partono con “la Goggia” ma poi tornano avendo conosciuto Sofia, escursioni ogni giorno, alberghetti un po’ ruspanti dove ogni tanto ti chiedi chi te l’abbia fatto fare, ma poi… il bello di uscire un po’ dalle stesse cose facendone di diverse – sempre in semplicità – tendere l’orecchio e volgerlo all’ascolto della vita degli altri, che è una cosa che adoro fare, riuscire a ridere fino a lacrimare.. grazie ragazzi , mi avete fatta tanto, tanto divertire”.
Ad aprile Sofia ha anche festeggiato la laurea in Scienze Politiche alla Luis, con una tesi sul soft power nella storia dei Giochi.
Un traguardo che la stessa Goggia ha raccontato con grande trasporto al FISI Media Day di aprile: “Ero davvero emozionata al momento di discutere la mia tesi triennale. È stato un bel percorso, che ho deciso di intraprendere parallelamente all’attività sportiva anche durante l’anno olimpico: l’ho fatto perché sentivo il bisogno di esplorare qualcosa che andasse oltre i confini di questa professione bellissima e totalizzante, alla quale ho dedicato tutta la mia vita”. La tesi, strutturata in tre parti, ha ripercorso l’evoluzione storica dei Giochi Olimpici analizzando i concetti di propaganda e soft power, con un focus su edizioni particolari come quella di Berlino 1936, fino ad arrivare a una conclusione dedicata a Milano Cortina 2026.