Giada D’Antonio operata, stagione finita, inizia la rieducazione

Articolo di Aldo Seghedoni

Effettuata la ricostruzione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro.

Giada D’Antonio, infortunatasi sabato 14 febbraio nel corso di un allenamento di gigante a Dobbiaco, è stata operata presso la casa di cura “La Madonnina” di Milano dai dottori Andrea Panzeri e Gabriele Thiebat della Commissione Medica FISI, per la ricostruzione del legamento crociato anteriore del ginocchio destro.

L’intervento chirurgico è perfettamente riuscito, la sedicenne napoletana comincerà sin dalle prossime ore il percorso fisioterapico in accordo con la Commissione stessa che la riporterà sugli sci nella prossima stagione agonistica.

“Il nostro rapporto è fatto di presenze silenziose, rispetto e fiducia. Non l’ho mai forzata, cerco di lasciarle il tempo di crescere, sbagliare e scoprire ciò che vuole diventare: non serve avere fretta. Ogni traguardo arriva quando si è pronti: le dico sempre che ogni cosa arriva a suo tempo. Sono molto cattolica e per me questo significa che il successo non si ottiene rincorrendo qualcosa, ma lavorando sodo per ottenere quello che dicono i nostri sogni. Prima che partisse le ho detto di mantenere mente e controllo e le ho ricordato che la gara più difficile è sempre quella allo specchio, con sé stessi” aveva raccontato la madre, Sandra Cabezas Gonzalez, intervistata da Il Mattino alla vigilia delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026.

Parole molto differenti rispetto a quelle di Ninna Quario, secondo cui Giada non andava convocata per la rassegna dei Cinque Cerchi. “Non voglio alimentare polemiche, ma non condivido questa scelta – aveva detto la mamma di Federica Brignone nel corso di un’intervista a Rai Radio 1 -. Parliamo di una ragazza di grande talento, con un futuro importante davanti a sé, che ha già dimostrato solidità tecnica e mentale. Non credo però che abbia le credenziali per una convocazione olimpica e il rischio è che questa decisione si trasformi in un boomerang. Nelle gare disputate finora, confrontandosi con le altre atlete della squadra di Coppa Europa, non è mai riuscita a superarle”.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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