La bicampionessa olimpica ha rivelato di aver pensato anche di non partecipare alla rassegna a Cinque cerchi.
Reduce dai due spettacolari ori, nel 3.000 e nei 5.000 del pattinaggio di velocità, a Milano Cortina 2026, Francesca Lollobrigida ha parlato della sua esperienza nel corso dell’evento “Il Foglio a San Siro“, svoltosi giovedì nell’iconico stadio “Giuseppe Meazza”. La campionessa azzurra ha sottolineato non solo l’emozione per gli storici risultati ma anche le difficoltà per raggiungerli, passate anche dal recupero successivo alla gravidanza.
“Mi sento la Francesca di sempre, che però ha ottenuto risultati che mi hanno arricchita e mi danno ancora più consapevolezza – ha detto -. D’altra parte quando vinci un oro olimpico, ti senti in pace: è così che mi sento adesso. È bello poter raccontare tutto, anche le difficoltà, perché fanno parte del gioco. L’importante è come ci si rialza, sempre più forti”.
“Se ho realizzato davvero quello che ho fatto? Non lo so. Forse non del tutto – ha poi ammesso -. Quando rivedo i filmati o le foto, mi emoziono come se tornassi esattamente in quel momento. E allora mi dico, senza falsa modestia, di aver scritto un pezzo di storia del mio sport. Le gare? Nei 3.000 metri ero entrata in una bolla. Quando ho tagliato il traguardo, mi sono resa conto che il tempo era buono, ma non avevo capito di aver fatto il record olimpico. Me l’hanno detto nelle interviste. Quando l’ho saputo non ci credevo”.
“Nei 5.000 ho chiesto a mio padre e mia sorella di mettersi all’altezza del rettilineo finale, così da poterli vedere – ha aggiunto ancora -. In quella distanza hai più tempo per ragionare, ti passa tutto per la testa, e vederli lì mi ha dato forza. Il pattinaggio è uno sport individuale, ma il lavoro di squadra conta tantissimo. Direi al cento per cento, se non di più. Io indosso le medaglie, ma è come se le vincessero tutte le persone che hanno fatto parte del percorso: la mia famiglia, mio marito, la Federazione, il Gruppo sportivo, ogni singola persona che ho incontrato”.
Poi la sincera ammissione sul momento in cui aveva pensato di non partecipare nemmeno a Milano Cortina 2026: “Avevo seri dubbi, non volevo nemmeno presentarmi alla partenza: conoscevo l’importanza di un’Olimpiade in Italia e non volevo fare una brutta figura. Tutti quelli che mi sono vicini hannoa creduto in me. Soffrivo in ogni allenamento, mi sentivo in un altro corpo. Il mio sport è fisico, di forza: se non stai bene, te ne accorgi subito. Ma la mia forza è stata continuare, perseverare, anche quando i tempi o le sensazioni non erano buoni”.
“Ha funzionato tutto perché attorno a me ci sono figure che diventano una famiglia allargata – ha infine spiegato Lollobrigida -: danno supporto, incoraggiamento, serenità, mi consentono di dedicarmi al massimo al mio lavoro. A livello internazionale, nel mio sport, la stagione è breve: da una settimana all’altra si cambia città, a volte continente. È normale che le avversarie si chiedano come si faccia a gestire tutto essendo una mamma-atleta. Ma è lì che entrano in gioco la famiglia, la federazione, la pianificazione. Con una buona organizzazione, si può fare tutto”.