“Ha corso un grosso rischio”: arriva l’ammissione sulle condizioni di Wout van Aert

Articolo di Nicola Lama

Il campione belga del Team Visma-Lease a Bike non sarà al Tour: il problema al gomito era diventato più grave del previsto.

L’ufficialità del forfait di Wout van Aert al Tour de France 2026 ha aperto la strada a spiegazioni più dettagliate sulle sue condizioni fisiche e a un’ammissione da parte di Mathieu Heijboer, responsabile dell’area performance del Team Visma-Lease a Bike. Parlando con i cronisti a margine della seconda tappa del Giro di Svizzera, il preparatore olandese ha ricostruito quanto accaduto nelle ultime settimane, ammettendo che la situazione era stata inizialmente sottovalutata.

“Nonostante la ferita al gomito in allenamento, non avevamo motivo di allarmarci prima del Tour Auvergne‑Rhône‑Alpes, d’altra parte Van Aert ha anche vinto una tappa, prima di decidere di ritirarsi. Proprio in quei giorni, però, ci siamo accorti che la ferita non guariva correttamente perché Wout aveva nel frattempo contratto un’infezione batterica. Le sue condizioni sono peggiorate rapidamente”.

Da qui la decisione di interrompere immediatamente l’attività e avviare un percorso medico mirato. “Van Aert è rientrato in Belgio, dove è stato sottoposto a due interventi chirurgici all’ospedale di Herentals per la pulizia della ferita – ha aggiunto Heijboer -. Ha trascorso una notte in osservazione e ha iniziato una terapia antibiotica, che proseguirà per almeno un’altra settimana. La prontezza dello staff medico guidato dal dottor Steven Claes è stata determinante e per fortuna il peggio è stato evitato: si è rischiata la setticemia”.

Per il momento, dunque, Van Aert non potrà allenarsi per almeno un’altra settimana, rendendo impossibile la partecipazione al Tour, che perde così un vero e proprio pezzo da novanta per le tappe più “nervose”, nonché un gregario prezioso per Jonas Vingegaard. Il team valuterà i prossimi passi relativi al recupero di Van Aert solo dopo il completamento della terapia e un nuovo controllo clinico.

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