"Difficile mettere ordine nelle emozioni dopo la gara di ieri"
Giulio Ciccone non ci sta. Il ciclista abruzzese in un lungo post su Instagram è tornato sul verdetto dell’Europeo in Slovenia, che lo ha visto conquistare la medaglia d’argento alle spalle di Remco Evenepoel, vincitore al fotofinish per appena 3 millimetri. Un verdetto che ha lasciato più di qualche dubbio all’Azzurro che ha voluto raccontare il suo punto di vista e tornare su quei concitati istanti che gli sono costati il titolo europeo: “Difficile mettere ordine nelle emozioni dopo la gara di ieri. Ma voglio partire da una cosa che per me è fuori discussione. Remco ieri è stato il corridore più forte. Ha corso da Campione, ha saputo interpretare e gestire una gara complessa e ha offerto una prestazione straordinaria”.
“Noi, come Italia, abbiamo provato in ogni modo a contrastarlo. La mia stima nei suoi confronti è enorme e non è mai stata in discussione.
Anche nel finale ho corso in funzione della situazione tattica. Scaroni, mio compagno in Nazionale, era all’inseguimento a circa 30 secondi, almeno secondo le informazioni che ricevevo dalle lavagne. In quel momento non potevo mettermi a tirare contro un mio compagno.
È stata una scelta di corsa, coerente con il ruolo che avevo. Poi c’è il fotofinish. Il titolo è stato assegnato con una differenza di 0,0028 secondi, cioè 2,8 millesimi”.
“Ho riguardato centinaia di volte le immagini disponibili e, nelle riprese in cui la linea d’arrivo è visibile, continuo a vedere una dinamica che non riesco a conciliare con quel verdetto. Stamattina i commissari, insieme ai tecnici federali, mi hanno spiegato il funzionamento e il criterio con cui è stato interpretato il fotofinish. Quindi non sto chiedendo un’altra spiegazione. Sto chiedendo di vedere il fotofinish corrispondente esattamente alla reale linea d’arrivo”.
“Vorrei poter vedere, in maniera inequivocabile, il passaggio delle nostre due ruote nel punto preciso in cui, secondo il regolamento, viene stabilito l’arrivo. Perché se un titolo europeo viene deciso per 2,8 millesimi di secondo, credo sia legittimo chiedere che proprio quel passaggio possa essere mostrato con la stessa precisione con cui è stato determinato il risultato. Non sto chiedendo che una ripresa televisiva sostituisca il fotofinish. Non sto mettendo in discussione il valore di Remco né la gara straordinaria che ha corso. Sto chiedendo una cosa molto semplice: vedere il fotofinish sulla vera linea d’arrivo. Se quell’immagine conferma il verdetto, non ci sarà altro da aggiungere. Ma finché quella corrispondenza non mi viene mostrata, per me resta una domanda alla quale non ho ancora ricevuto risposta”, ha concluso il grande amico e vicino di casa di Jannik Sinner a Monte Carlo.